C’era molta preoccupazione dietro i sorrisi e le dichiarazioni ottimistiche dei dirigenti della Gfu la società che gestisce IFA. Gfu appartiene a una dozzina di grandi produttori tedeschi di elettronica e elettrodomestici ed è da tempo impegnata in una difficile trattativa con Messe Berlin, proprietaria del quartiere fieristico e con Clarion, un gruppo inglese specializzato nella organizzazione di grandi eventi che organizzerà le prossime IFA in joint venture con Gfu.
Il quotidiano berlinese Tagespiele parla di un clima di scarsissima fiducia fra i partner e di un contratto estremamente dettagliato (la sua redazione era iniziata nel novembre 2021 e non terminerà prima di ottobre) e difficile da finalizzare che riguarda le prossime 10 edizioni. Esiste perfino la possibilità, paventata dal presidente del consiglio di sorveglianza di Gfu Volker Klodwig di spostare la fiera, magari già dalla prossima edizione, fuori Berlino, per esempio a Francoforte o Colonia che dispongono di ampi quartieri fieristici. Una minaccia seria perché così Berlino perderebbe una delle poche manifestazioni davvero mondiali.
A questo si aggiunge la complicazione che, avendo abbandonato la direzione di BSH Hausgeräte, Volker Klodwig dovrà lasciare a dicembre il ruolo di presidente del consiglio di sorveglianza di Gfu.
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