L’asciugacapelli Supersonic è stato l’apripista ben sei anni fa. Un dispositivo che aveva nella sua mission di fondere due funzioni fondamentali: la capacità di sfruttare un flusso d’aria veloce e concentrato nello spazio e un controllo termico evoluto per asciugare i capelli velocemente mantenendoli al contempo forti e in salute. Una delle preoccupazioni principali dell’azienda negli anni è stata quella di progettare strumenti professionali, per qualsiasi tipologia di capello, che limitassero l’esposizione e i danni da calore estremo e questo approccio è stato sviluppato in quasi un decennio di ricerche.
Dyson ha implementato quattro campus di tecnologia dove 6.000 ingegneri sottopongono i prototipi a centinaia di test rigorosi 24 ore su 24 al giorno. Team che hanno a disposizione apparecchiature all’avanguardia per testare come si comportano le varie tipologie di capello alle diverse temperature e trattamenti, come microscopi elettronici a scansione, telecamere termiche e macchine del fumo laser a flusso d’aria. Macchinari che aiutano gli ingegneri a comprendere meglio l’impatto dei danni ai capelli, le tipologie di capello presenti a livello globale e gli effetti del flusso d’aria ad alta velocità.
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