Univideo spiega perché… ci vuole il fisico

La ricerca NielsenIQ per Univideo evidenzia il valore dei supporti audiovisivi fisici e cosa offrono a chi li sceglie
Luciana Migliavacca, Presidente di Univideo

Questo articolo è uscito sul numero di Gennaio-Febbraio di Uptrade

La versione digitale è disponibile gratuitamente su Apple Store, o Google Play.

Altrimenti scaricala da qui.

Con l’avvento dello streaming, il mercato del DVD ha subito un contraccolpo. Eppure, in un mondo che corre sempre più veloce e che mette il consumatore di fronte a infiniti cataloghi e scelte passive, il ruolo del DVD sarà proprio quello di rimettere lo spettatore al centro. 

Durante l’evento milanese ‘Il lusso dell’essere disconnessi’, Univideo, l’associazione di categoria che raccoglie gli editori audiovisivi su media digitali e online, ha presentato una ricerca condotta da NielsenIQ sul presente e il futuro del prodotto audiovisivo fisico. Al centro, un messaggio condiviso dalla presidente Luciana Migliavacca: “rimarcare l’importanza di una visione attenta e partecipata del prodotto audiovisivo senza distrazioni”. Questo perché “oggi conta davvero il contenuto: la qualità dell’opera, l’emozione che trasmette e la possibilità di viverla e condividerla”.  

La ricerca, condotta da NielsenIQ e promossa da Univideo, mostra come DVD, Blu-ray e 4K Ultra HD non stiano morendo; al contrario, hanno “ancora molto da offrire in termini di qualità, contenuti extra, materiali esclusivi”. E c’è di più: garantiscono “la soddisfazione nel possedere l’oggetto e non solo averlo disponibile accedendo a una piattaforma digitale”. Ed è proprio qui che i supporti fisici mostrano il loro valore. 

Dal focus di analisi che ha coinvolto sia chi ancora usa o acquista prodotti audiovisivi fisici sia chi è passato ad altre forme di fruizione, come lo streaming, emerge un desiderio comune: tornare a essere agenti attivi nella scelta di cosa guardare. Basta con lo scrolling passivo di cataloghi che, per quanto ricchi, lasciano poco all’iniziativa personale. Chi compra i DVD oggi vuole creare o arricchire il proprio archivio e, così facendo, raccontare qualcosa di sé. I DVD, infatti, veicolano due narrazioni: quella dell’opera che contengono e quella di chi li sceglie. Da una parte, la storia del cinema; dall’altra, quella dello spettatore, di come i suoi gusti si siano evoluti nel tempo. 

I DVD, inoltre, non rappresentano un passato impolverato, ma un tempo presente vissuto consapevolmente. Guardare un DVD significa prima di tutto proteggere dei gesti: quello di acquistarlo, riporlo su uno scaffale, sceglierlo per una visione da soli o in compagnia. È un’esperienza di ‘possesso’, non soltanto di ‘accesso’. Non siamo più soggetti ai cambiamenti dell’offerta digitale: un DVD non ha una data di scadenza, e possiamo guardarlo quando vogliamo. 

Senza contare che il momento che ci ritagliamo per vedere un film è la massima espressione della ‘disconnessione attiva’ che ha ispirato il titolo dell’evento Univideo: decidere consapevolmente di andare offline per fruire di un contenuto senza interruzioni, ritagliandosi uno spazio per sé e prendendosi tutto il tempo necessario. 

 Il DVD del futuro: un’esperienza più ricca, anche grazie al digitale 

Qual è, dunque, il futuro del DVD? Lo chiarisce Luciana Migliavacca: non si tratta di una guerra tra streaming e supporti fisici. “L’online non è in contrapposizione con il fisico. Il digitale ha reso i contenuti più accessibili e immediati. Sono modalità che possono convivere e arricchirsi a vicenda, offrendo esperienze diverse ma complementari”. 

Secondo Daniele Novello, Consumer Behaviour and Insights Manager di NielsenIQ, “il DVD è un prodotto oggettivamente sfidato dall’evoluzione digitale e dai nuovi lifestyle, che però, proprio alla luce di queste trasformazioni, può ritagliarsi un nuovo spazio e nuovi significati”, e perché no, “beneficiare proprio di quelle opportunità di arricchimento e personalizzazione fornite dall’ibridazione dei supporti fisici con le potenzialità del digitale”.

Infine, cosa cercano i consumatori? Dipende dall’età. I più giovani vogliono un prodotto ‘relazionale’: qualcosa da scegliere, regalare, personalizzare con packaging originali. Per loro, il DVD diventa un simbolo di identità e stile.  Per gli adulti, invece, resta soprattutto un contenitore di ricordi, un ‘luogo d’incontro’ emotivo che permette di vivere un tempo di qualità, lentamente, attraverso rituali condivisi. 

Intervista a Luciana Migliavacca, Presidente di Univideo  

In un ecosistema dominato dallo streaming e dagli algoritmi, quale bisogno intercetta oggi il DVD che le piattaforme digitali faticano a soddisfare pienamente? 
Lo streaming e il supporto fisico rappresentano due modalità diverse di vivere il cinema. Le piattaforme digitali offrono una fruizione personalizzata grazie agli algoritmi, facilitando la scoperta e l’accesso ai contenuti. Il DVD, invece, risponde a un bisogno più profondo: quello del possesso e della continuità. Un film su supporto fisico si acquista, si porta a casa e resta nel tempo. Non è solo un contenuto da consumare, ma un oggetto con cui si costruisce un rapporto duraturo, affettivo e culturale. 

Dalla ricerca NielsenIQ emerge il desiderio di una fruizione più intenzionale e meno passiva: possiamo parlare di un cambiamento nel ruolo dello spettatore, sempre più attivo e consapevole nelle proprie scelte? 
Assolutamente sì. Con stupore e soddisfazione, questo cambiamento coinvolge anche i più giovani, che si stanno riavvicinando al supporto fisico. Lo spettatore sceglie consapevolmente, si sottrae alle distrazioni e costruisce nel tempo una propria videoteca personale, trasformando la visione in un atto intenzionale e identitario. 

Il supporto fisico sembra riacquistare valore anche come oggetto: quanto contano oggi il possesso, la collezione e la dimensione identitaria nella scelta di acquistare un DVD? 
Contano moltissimo. La scelta e il possesso dei film amati su supporto fisico significano custodire opere che trasmettono conoscenze socioculturali, raccontano il nostro Paese, insegnano, emozionano e fanno sorridere. Il DVD diventa parte della storia personale di chi lo colleziona. 

Extra, contenuti editoriali, qualità tecnica e materiali esclusivi: quanto incidono questi elementi sulla percezione di valore del prodotto e su quali leve dovrebbe puntare il DVD del futuro? 
Questo è un elemento fondamentale. Gli extra, i backstage, i contributi critici, i sottotitoli per non udenti e l’audiodescrizione rappresentano un valore unico del supporto fisico. Oggi il mercato si orienta anche verso Blu-ray, 4K e Ultra HD, ma l’arricchimento editoriale resta la vera leva distintiva. E il futuro è ancora tutto da scrivere. 

Spesso si parla di contrapposizione tra fisico e digitale, ma il vostro messaggio va in un’altra direzione: in che modo DVD e streaming possono convivere e arricchirsi a vicenda all’interno di un ecosistema ibrido? 
Sono due forme di fruizione diverse ma perfettamente conviventi. Lo streaming facilita l’accesso immediato alla visione, mentre il supporto fisico consolida il rapporto tra spettatore e opera, rafforzandone il valore culturale, affettivo e conservativo all’interno della propria casa. 

I più giovani sembrano guardare al DVD come a un oggetto ‘relazionale’, da scegliere, regalare e personalizzare: che tipo di linguaggio e di proposta deve adottare il supporto fisico per dialogare con le nuove generazioni? 
I supporti fisici, proprio grazie ai giovani, sono destinati a rifiorire. Edizioni sempre più curate e significative rispondono al desiderio di scegliere con attenzione, di regalare un oggetto ‘speciale’ e di costruire una collezione personale. Per dialogare con le nuove generazioni, il supporto fisico deve puntare su un linguaggio contemporaneo e su proposte capaci di valorizzare l’esperienza: packaging di qualità, contenuti extra, grafiche riconoscibili e titoli selezionati, in grado di trasformare il film in qualcosa da conservare e condividere. 

Guardare un DVD significa anche prendersi tempo, evitare interruzioni e scegliere consapevolmente di ‘disconnettersi’: quanto il concetto di ‘disconnessione attiva’ può diventare una leva culturale, oltre che di consumo? 
È una leva culturale molto forte. Guardare un DVD significa prendersi del tempo, evitare interruzioni e immergersi completamente nella visione. Ogni film racconta due storie: quella sullo schermo e quella personale dello spettatore. Rivedere un film nel tempo rafforza questo legame e lo rende più profondo. 

Che ruolo possono giocare oggi i negozi fisici di elettronica di consumo nella valorizzazione del DVD, andando oltre la semplice presenza a scaffale? 
I punti vendita fisici potrebbero diventare luoghi di scoperta, con supporti esposti in modo da facilitare la scelta dell’acquirente. Oggi si dice che non ci sono più device per la visione… non è vero! Ci sono sia lettori (dal DVD al Blu-ray), aggiungendo, ove possibile, anche 4K e Ultra HD, da esporre vicino ai supporti, con l’aggiunta delle console, molto utilizzate dai giovani anche in compagnia. 

Perché oggi il retail dovrebbe tornare a dare attenzione al DVD fisico e quali strategie possono renderlo nuovamente una categoria rilevante e distintiva all’interno del punto vendita? 
Perché i film su supporto fisico stanno tornando a essere percepiti come oggetti di valore culturale e sociale. Non sono oggetti del passato, ma il futuro della collezionabilità. Per appassionati, collezionisti e amanti del cinema, il DVD resta un prodotto distintivo e rilevante. (a.s.) 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
In caso di citazione si prega di citare e linkare uptradebiz.it