La crisi economica colpisce senza pietà gli esercizi commerciali più piccoli. Il numero di attività cessate nel 2003 è di 2.388 punti vendita e risulta di gran lunga superiore a quello delle nuove nate: solo 1551. Rispetto all’inizio dell’anno, a fine marzo, a Milano e Provincia mancano all’appello 837 negozi. La proposta che proviene dal Pirellone è quella di prolungare il periodo dei saldi dai 30 giorni attuali a 45-60 giorni proprio per incentivare i consumatori. Nella classifica delle categorie dei negozi presenti nel capoluogo lombardo primeggia il settore dell’alimentazione e della ristorazione (l’unico in crescita) e dell’abbigliamento. Le vetrine in via d’estinzione vedono al primo posto gli elettrodomestici la cui presenza, nel periodo compreso tra 1983 al 2003, è diminuita del 70%. Anche i negozi di strumenti musicali registrano, nello stesso lasso di tempo, un calo del 48%. Mentre l’illuminazione è ferma a meno 45%. Il malessere sembra colpire anche la Grande Distribuzione la cui quota di mercato ad aprile è rimasta sostanzialmente stabile, registrando soltanto un più 0,2 per cento a livello nazionale e un più 0,9 per cento nell’area Nord-Ovest.
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