Nel periodo marzo-maggio 2022 Unieuro ha fatturato 612 milioni di euro contro i 582 dello stesso periodo dello scorso anno. La crescita è stata del 5,2%: + 4,9% per la rete fisica e + 25% per quella on line. Nell’on-line le vendite sono balzate dagli 89 milioni della primavera 2021 a 111 milioni.
Il comparto più importante è stato ancora il ‘grigio’ (telefonia, IT, fotografia e indossabili) che rappresenta il 46% delle vendite e che è sceso del 3,4% Viceversa è cresciuto del 3% il ‘bianco’ soprattutto grazie ai condizionatori. Il brown che comprende i televisori ha trainato le vendite: 112 milioni contro gli 83 della primavera 2021.
Redditività in calo
Nonostante la buona performance delle vendite e il leggero colpo di freno sugli investimenti (da 8,4 a 7 milioni) e i costi di marketing (scesi da 10 a 9 milioni) la redditività è stata deludente: L’Ebitda è pari a zero e il risultato netto è negativo per 3,5 milioni. E’ vero che come scrive il comunicato ufficiale di Unieuro la primavera non è un momento ‘alto’ nel settore ma nello stesso periodo del 2021 Unieuro portava a casa un risultato netto positivo per 3,6 milioni.
Nicosanti: “Valutiamo merger e acquisizioni”
Le ragioni di questa deludente performance? L’aumento dei costi che evidentemente non è stato possibile trasferire sui cartellini dei prezzi e le difficoltà logistiche, afferma l’azienda. Un secondo elemento negativo è l’andamento della cassa netta che al 31 maggio 2021 era di 136 milioni e che a inizio giugno 2022 era scesa a 25 milioni. Perché 111 milioni in meno? In parte per la crescita del capitale circolante e per la scelta di aumentare il magazzino che è passato da 452 a 480 milioni. In pratica Unieuro potrebbe aver anticipato gli acquisti in vista di sensibili aumenti nei listini delle aziende. Commentando i risultati Giancarlo Nicosanti ha accennato fra le misure di crescita del business che il gruppo “sta valutando anche operazioni di M&A”.
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