Il consumo di elettricità del settore residenziale dei 25 Paesi dell’Unione europea è aumentato a un ritmo comparabile a quello del prodotto interno lordo globale (10,8%), annullando i risparmi complessivi di energia ottenuti tra il 1999 e il 2004 e vanificando tutti i provvedimenti intrapresi a livello comunitario per ridurre i consumi e le emissioni di CO2 associate. E’ quanto è emerso dall’indagine “Electricity Consumption and Efficiency Trends in Enlarged European Union” effettuata lo scorso anno dal Centro comune di ricerca (CCR), l’istituto interno della Commissione europea incaricato di servizi scientifici.Secondo il rapporto, nel 2004 ogni nucleo familiare ha utilizzato mediamente 4.098 KWh; consumo che potrebbe ridursi di circa 800 KWh per nucleo l’anno se in tutti gli Stati membri si incentivasse la sostituzione degli elettrodomestici e delle apparecchiature esistenti e si eliminassero tutte le lampade a incandescenza, responsabili da sole del 22% del totale dei consumi residenziali. Seguono gli impianti di condizionamento e refrigerazione con il 15% dei consumi, l’illuminazione con il 12%, gli scaldabagni elettrici con il 9% e lo stand-by degli apparecchi elettrici con il 6%. Sempre secondo il rapporto, il consumo di energia elettrica delle famiglie italiane si aggirerebbe attorno ai 66,6 TWh all’anno, attestandosi al quarto posto nella classifica europea.
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