SmartThings Find il rivoluzionario sistema di Samsung per conoscere la posizione dei device elettronici (ovviamente di marca Samsung) sta prendendo piede. Di cosa si tratta? Ogni device Samsung e quindi smartphone, tablet, auricolari, smartwatch così come le Galaxy SmartTag or SmartTag+1 che possono essere inserite in mazzi di chiavi o portafogli può essere un ‘nodo’ SmartThing e utilizzare le tecnologie Bluetooth Low Energy (BLE) and ultra-wideband (UWB) per segnalare la sua posizione.
Se per esempio un tablet Galaxy si trova da qualche parte in casa, con il proprio smartphone Galaxy si può conoscere la sua posizione. Ma cosa succede se si trova lontano?
E qui arriva la magia di Samsung SmartThings Find: un server centrale interroga tutti i device Galaxy esistenti nel mondo (iniziando da quelli più vicini alla posizione del cliente) per sapere se un nodo o più nodi ricevono il segnale dal device ricercato.
In questo modo è possibile, con maggiore o minore precisione a seconda del numero di nodi che intercettano il segnale, conoscere la posizione del device ricercato.
Ovviamente il sistema funziona tanto meglio quanto maggiore è il numero di nodi attivi e Samsung ha recentemente comunicato di aver raggiunto i 200 milioni di nodi.
“Un esempio di come un ecosistema di oggetti connessi può creare esperienze d’uso significative per gli utenti in tutto il mondo” ha commentato TM Roh, Head of MX (Mobile eXperience) Business di Samsung Electronics.
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