Nel secondo trimestre del 2026, il mercato globale degli smartphone è diminuito del 7% su base annua, principalmente a causa della crescente carenza di memoria e del continuo aumento dei prezzi dei componenti. Tuttavia, secondo i dati di Counterpoint, alcuni produttori hanno anticipato le spedizioni per proteggersi da ulteriori rincari e dall’aumento dei costi logistici, limitando il calo complessivo del mercato.
Le regioni sviluppate hanno mostrato una maggiore resilienza grazie alla più elevata esposizione alla fascia premium, che consente ai produttori di assorbire meglio l’inflazione dei componenti. Il Nord America è stata l’unica regione a registrare una crescita (+6% YoY), sostenuta dall’elevata penetrazione dei dispositivi premium e dai finanziamenti offerti dagli operatori telefonici, che hanno garantito maggiore flessibilità sui prezzi. L’Europa occidentale è rimasta sostanzialmente stabile, con un calo limitato all’1%.
Tra i principali produttori, Samsung ha riconquistato la leadership globale con una quota del 23% e una crescita del 9% YoY, favorita dalle dinamiche competitive e di prezzo in alcuni mercati.
Apple ha registrato la performance più solida, con una crescita del 13% YoY e una quota record del 21% nel Q2. Il risultato è stato trainato dalla continua forza della serie iPhone 17, il modello più spedito a livello globale. Apple è stata inoltre l’unico grande produttore a non aumentare i prezzi durante il trimestre.
Al contrario, Xiaomi (-26%) e vivo (-21%) hanno subito forti contrazioni, penalizzate dalla maggiore esposizione alle fasce entry-level e mid-range, più sensibili all’aumento dei costi della memoria e alla riduzione del potere d’acquisto nei mercati emergenti.
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