QBerg condivide alcuni sorprendenti dati sull’innovazione nella categoria clima. Nei primi tre mesi del 2026 sono stati introdotte sul mercato italiano oltre 2500 referenze 380 in gennaio, 1031 a febbraio e 1140 a marzo. Solo nei primi 10 giorni di aprile QBerg ha individuato 700 nuovi modelli unici. Il dato dei primi 4 mesi potrebbe quindi sfiorare o superare i 4 mila nuovi prodotti. Curiosamente le novità si concentrato su un unico segmento: i Condizionatori fissi split (98%), seguiti a siderale distanza dai Portatili monoblocco (1,5%). Nei Portatili monoblocco e Portatili Split le novità introdotte si contano sulle dita delle mani.

Va precisato che l’indagine definisce ‘innovazione’ la semplice comparsa per la prima volta di una referenza in uno o più tra i cataloghi dei retailer italiani, quotidianamente consultati on line o con visite nei negozi fisici. Non è detto che il prodotto appena inserito rappresenti esattamente una novità (potrebbe essere la variante di un prodotto già esistente o un prodotto me-too presentato da un manufacturer non dissimile da quelli già esistenti).
In ogni caso questa ventata di ‘innovazione’ ha svecchiato radicalmente il catalogo dell’offerta on line. L’età media del portafoglio complessivo di prodotti riscontratri da QBerg nei maggiori siti italiani di e-commerce è scesa in pochi mesi da 39 mesi di dicembre 2025 ai 30 mesi di fine marzo e potrebbe calare ancora verso i due anni con i dati dell’intero mese di aprile, rendendo la categoria una delle più dense di innovazione nell’jntero panorama del canale.

Tutto questo però vale nel mondo on line dove gli scaffali sono praticamente infiniti, visto che il retailer on line non ha necessariamente bisogno di tenere a magazzino (e tantomeno di esporre) le referenze che offre al consumatore. La realtà è molto diversa nei negozi fisici i cui cataloghi hanno accolto con molta moderazione l’innovazione proposta dai Manufacturer. Sugli scaffali dei punti vendita di elettronica di consumo l’età media dei condizionatori è scesa si ma solo da 42 a 40 mesi. Questo è comprensibile: parliamo di prodotti ‘pesanti’ e voluminosi, difficili da esporre, non facili da vendere. La rotazione bassa e la complessità dell’intero processo di vendita (partendo dalle spiegazioni da dare al cliente finale e arrivando all’installazione) spiegano perché la maggior parte dei retailer soprattutto nel canale consumer preferisca tenere in magazzino le referenze più consolidate.

Vale anche la pena di chiedersi in che misura la presenza on line di un prodotto ‘difficile’ come il condizionatore soprattutto fisso split si traduca in effettivi acquisti da parte del consumatore finale, visto che l’installazione di questi apparecchi richiede l’opera di tecnici specializzati i quali a loro volta hanno dei fornitori se non degli accordi diretti con le reti vendita dei produttori. “L’acquisto di un sistema di climatizzazione, magari complesso e formato da vari moduli, da dimensionare per appartamenti di varie misure, non è un acquisto che si possa fare in pochi click come quello di uno smartphone”, conferma Qberg presentando i dati. .In ogni caso non andiamo a cercare il pelo nell’uovo. L’innovazione di prodotto nel mondo del clima è fortemente richiesta dai consumatori finali e veder svecchiata una categoria tradizionalmente ‘ferma’ come il clima fa piacere: entra aria fresca anche in questo corridoio virtuale o meno nel punto vendita Eldom.
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Produzione di condizionatori a Wuhan uno dei 35 stabilimenti del gruppo Midea|




