QBerg: ecco come cambia il lineare tra Nord, Centro e Sud

L’analisi mostra l’evoluzione dell’esposizione di Tv Flat, Cellulari, Frigoriferi e Condizionatori nei pv Eldom in tutte le regioni

Questo contenuto è tratto dal numero di Agosto-Settembre di Uptrade

Per scaricare l’intera inchiesta e tutto il numero cliccare qui

La versione digitale è disponibile gratuitamente su Apple Store, o Google Play.

Anche quest’anno UpTrade propone un’interessante analisi, realizzata in esclusiva da QBerg, Istituto di Ricerca italiano che offre servizi di price intelligence e di analisi delle strategie assortimentali cross canale (flyer, punti vendita fisici, e-commerce e newsletter), sull’evoluzione del lineare in Italia.

Per questa edizione, abbiamo analizzato l’esposizione del lineare in-store di Tv Flat, Telefoni Cellulari, Frigoriferi e Condizionatori negli store italiani di tecnologia (Catene, Gruppi d’acquisto, Ipermercati) per ogni regione italiana nel primo semestre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. Il parametro utilizzato da QBerg è il numero delle referenze uniche per regione e variazioni percentuali secondo i dati di QPoint Store.

L’analisi delle variazioni espositive di Tv Flat, Telefoni Cellulari, Frigoriferi e Condizionatori negli store italiani sembra seguire alcuni trend generali a livello di aree geografiche e regioni.

Partiamo dal Sud e dalle Isole dove si riscontra una notevole vivacità propositiva (con l’eccezione di Abruzzo, Basilicata e Sicilia). In Puglia e Sardegna aumentano le referenze uniche esposte per tutte e quattro le categorie analizzate (soprattutto per quanto riguarda i Condizionatori, forse in previsione di un’estate rovente), e in Campania e Calabria vi è solo una razionalizzazione dei Telefoni Cellulari, mentre tutte le altre categorie aumentano il numero di referenze, in alcuni casi (Tv Flat) in maniera importante.

Nel Nord Ovest gli store di Piemonte e Lombardia hanno razionalizzato l’esposizione di Telefoni Cellulari e incrementato in maniera contenuta la presenza di referenze delle altre categorie di prodotti, anche delle Tv Flat perché forse già ampiamente proposte nell’H1 2025. In Liguria, invece, si è optato per una razionalizzazione dei Frigoriferi e un deciso incremento di offerta per i Condizionatori.

Nel Nord Est gli store hanno diminuito, invece, le proposte di Frigoriferi, a eccezione del Trentino-Alto Adige che ha anche incrementato in maniera marcata le referenze di Condizionatori. Da rilevare come l’Emilia-Romagna, la regione che in Italia ha il maggior numero di referenze uniche esposte nelle categorie analizzate dopo la Lombardia (4.670 vs 5.071), è stata anche l’unica a ridurre, insieme all’Abruzzo, la presenza complessiva di referenze nelle quattro categorie analizzate (passate appunto a 4.670 nell’H1 2026 da 4.724 nell’H1 2025 (-1,1%).

Nell’Italia Centrale, Marche e Toscana riducono la presenza di referenze uniche di Frigoriferi, ma le incrementano in tutte le altre categorie, mentre gli store dell’Umbria razionalizzano Frigoriferi e Telefoni Cellulari. Il Lazio, infine, è la regione che ha effettuato nell’H1 2026 il maggior numero di razionalizzazioni rispetto alle altre regioni: ad eccezione dei Tv Flat, ha infatti ridotto la presenza di referenze uniche in tutte le altre categorie di prodotti.

A ben vedere, sono tre le linee generali che hanno guidato la composizione degli stock espostivi nei primi sei mesi del 2026:

  • è stata privilegiata l’innovatività della proposta tecnologica. Gli schermi extralarge, a prezzi non ipotizzabili solo due anni fa, hanno sicuramente invogliato i retailer a esporli per stimolare l’interesse dei consumatori;
  • una razionalizzazione delle categorie (Frigoriferi e Telefoni Cellulari) che appaiono aver raggiunto un tasso di saturazione elevato e il cui periodo di sostituzione sta presumibilmente rallentando sia presso le famiglie che presso i target giovanili;
  • lo stimolo da parte di alcuni store del Sud e delle Isole a convincere i ritardatari a dotarsi di Condizionatori.

Tv Flat: l’offerta si amplia, accelera il Sud

Le referenze esposte continuano a crescere in tutta Italia (+9,2%), ma è nel Mezzogiorno e nelle Isole che l’assortimento registra l’espansione più marcata. Il mercato punta su una proposta sempre più ampia, trainata anche dalla diffusione dei grandi schermi. Le Tv sono sicuramente uno fra i più importanti prodotti per i retailer italiani di tecnologia.

In questi ultimi mesi, il loro appeal è ulteriormente aumentato grazie alla contemporanea complessiva diminuzione dei prezzi e all’autentico boom delle offerte di Tv di dimensioni veramente extralarge (=>65 pollici).

A testimonianza di ciò, vi è il fatto che è l’unico segmento di prodotto, fra i quattro analizzati, ad avere registrato un aumento delle referenze esposte in tutte le regioni italiane.

A livello generale si registra il marcato aumento del numero di referenze uniche proposte negli store ai consumatori italiani passate, per il totale Italia, da 1.972 nell’H1 2026 a 2.153 nell’H1 2026 (+9,2%). L’aumento di referenze presenti in esposizione negli store italiani nell’H1 2026 non è stato, comunque, uniforme fra le differenti aree geografiche italiane:

  • molto cresciuto il numero di Tv Flat offerte al Sud e nelle Isole. Con l’eccezione, infatti, di Sicilia e Puglia (in incremento di circa il +6%) e dell’Abruzzo (+4,9), le altre regioni meridionali e insulari registrano aumenti importanti di Tv esposti negli store, nell’intorno del +15% in Calabria e Campania e oltre il 20% in Basilicata (+24,8%) e Sardegna (+20,9%);
  • aumentano sopra la media nazionale anche gli stock in esposizione in Triveneto, con Friuli-Venezia Giulia (+9,4%) e Veneto (+9,5%) poco sotto il + 10% e Trentino-Alto Adige al di sopra (+12,5%);
  • leggermente sotto la soglia della media nazionale di incremento, con l’eccezione delle Marche (+9,3%), le regioni dell’Italia Centrale;
  • incrementi espostivi più contenuti (nell’intorno del +5,0%) si registrano per le regioni del Nord Ovest e soprattutto negli store dell’Emilia-Romagna (+1,2%). In queste regioni, tuttavia, con l’eccezione della Liguria, erano già presenti nell’H1 2025 referenze uniche di Tv Flat numericamente importanti.

 Smartphone: l’offerta si stabilizza

Dopo anni di aumento dell’offerta e una presenza in-store realmente imponente, l’offerta dei Telefoni Cellulari in-store sembra essersi presa una pausa. Le proposte industriali esposte sono rimaste sostanzialmente immutate fra H1 2026 e H1 2025 (3.202 vs 3.200, +0,1%). Questo dato è però una media nazionale. Vi sono, infatti, marcate differenze fra le varie regioni nel confronto degli stock espositivi, anche se non sembra esserci un chiaro orientamento a livello di aree geografiche:

  • aumentano le referenze esposte di Telefoni Cellulari in alcune regioni del Sud (Basilicata +14,9%, Sardegna +9,2%, Puglia, 6,8%) così come nelle Marche, Friuli-Venezia Giulia e Liguria (tutte fra il +7,1% e il +7,2%);
  • diminuiscono, invece, le referenze esposte soprattutto in Abruzzo (-18,8%) in Campania, Lazio e Trentino-Alto Adige (tutte in un range fra -6,2% e -6,8%) ed in misura minore diminuiscono anche in Emilia-Romagna (-3,8%) e Sicilia (-3,3%);
  • le restanti regioni registrano oscillazioni di referenze esposte varianti dal +3,2% della Toscana fino al -2,2% dell’Umbria.

Sembra, in sostanza, che l’incremento o la diminuzione degli stock espositivi in questi primi sei mesi del 2026 da parte dei retailer italiani sia stata improntata a ragioni specifiche dei singoli punti vendita (pregressa ampia esposizione e relativa razionalizzazione, ipotizzata saturazione degli acquisti nei mesi/anni precedenti, ecc.) e non a strategie generali riguardanti gli smartphone.

Frigoriferi: l’offerta arretra, pesa il Centro Italia

Tra i quattro comparti presi in esame, i frigoriferi sono l’unico segmento in cui gli store di tecnologia riducono il numero complessivo di referenze esposte, che passano da 1.640 nell’H1 2025 a 1.589 nell’H1 2026 (-3,1%):

  • le riduzioni di stock espositivi sono più marcate in Italia Centrale. Con la parziale eccezione della Toscana (-0,3%) si registrano, infatti, diminuzioni elevate nel Lazio (-7,8%), in Umbria (-5,2%) e nelle Marche (-5,3%);
  • decisamente più ambivalenti ed oscillanti, anche se tendenti al negativo, le riduzioni degli stock espositivi negli store dell’Italia Settentrionale. Nel Nord Est solo il Trentino-Alto Adige fa registrare un segno positivo (+1,4%), mentre le altre tre regioni dell’area oscillano fra diminuzioni del -1,3% e del -5,8% (il Veneto).
  • Nel Nord Ovest, invece, la sola Liguria fa registrare diminuzioni di referenze in esposizione (-4,6%) mentre in Piemonte si rileva un segno positivo (+0,5%) anche se di poco, segno ancora più elevato in Lombardia (+3,2%);
  • il segno positivo è prevalente, invece, al Sud e nelle Isole, anche qui però con forti oscillazioni fra le diverse regioni.
  • In negativo Abruzzo, Basilicata e Sicilia (in un range fra -3,1% e -4,4%), mentre aumentano nell’H1 2026 rispetto all’H1 2025 i Frigoriferi presenti negli store della Calabria (+12,6%) e in misura più contenuta fra +0,4% e +2,8% per le altre regioni meridionali.

Condizionatori: l’offerta accelera in tutta Italia

Quello dei Condizionatori Aria è il segmento, fra tutti quelli analizzati, con il maggior incremento di referenze uniche esposte fra l’H1 2026 e l’H1 2025 negli store italiani (passano da 986 a 1.132, +14,8%).

Tutte le regioni aumentano gli stock in esposizione, con le uniche eccezioni in negativo di Basilicata (-23,5%), Abruzzo (-6,3%) e in misura contenuta il Lazio (-0,5%). In crescita, le referenze uniche di Condizionatori esposti:

  • in particolare, nelle regioni Meridionali e nelle Isole, dove, con la parziale eccezione della Campania (+5,9%), in tutte le altre regioni si registrano incrementi importanti varianti dal +13,0% della Sicilia, fino addirittura al +42,7% della Sardegna;
  • anche nelle regioni dell’Italia Centrale, ad eccezione come detto del Lazio, si rilevano incrementi in doppia cifra nell’esposizione di referenze uniche varianti fra il +11,0% della Toscana al +13,7% delle Marche;
  • nell’Italia Settentrionale, infine l’aumento complessivo appare relativamente più contenuto anche se in Trentino-Alto Adige si registra +22,8% e in Liguria +26,8%. Per le altre regioni l’incremento è in un range fra +6,1% (Piemonte) e +9,7% dei punti vendita in Friuli-Venezia Giulia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
In caso di citazione si prega di citare e linkare uptradebiz.it