Secondo le previsioni di Counterpoint Research le spedizioni globali di PC diminuiranno del 5% su base annua nel 2026, raggiungendo quota 262 milioni di unità. Il principale fattore negativo è rappresentato dal continuo aumento dei prezzi delle memorie, che costringe i produttori di apparecchiature originali (OEM) ad aumentare i prezzi al consumo, frenando la domanda complessiva.
Tuttavia, il settore dei PC si dimostra più resiliente rispetto ad altri segmenti dell’elettronica di consumo. Questa relativa stabilità è dovuta a un solido ciclo di sostituzione; una parte significativa della base installata attuale è idonea per gli aggiornamenti a Windows 11 e la continua spinta di Microsoft verso la migrazione del sistema operativo funge da costante catalizzatore per l’aggiornamento dell’hardware.
Quali brand saranno più colpiti? Secondo Counterpoint Lenovo, HP e Dell registreranno cali di spedizione a una cifra media. In particolare, si prevede che Dell registrerà la contrazione più lieve tra le tre. Apple invece è in una posizione unica per trasformare questa volatilità del mercato in un’opportunità di crescita. Con il lancio del suo primo laptop da 599 dollari (MacBook Neo), Apple sta conquistando in modo aggressivo la domanda nei settori del budget e dell’istruzione. Questa strategia mira a massimizzare i ricavi a lungo termine derivanti dai servizi e a fidelizzare le fasce demografiche più giovani all’ecosistema Apple in una fase precoce. Con il previsto lancio del suo primo laptop con display OLED nella seconda metà dell’anno, il portafoglio prodotti di Apple raggiungerà un livello senza precedenti di diversificazione e sofisticazione tecnica.
Asus, Acer e marchi di secondo livello subiranno cali più marcati. La loro elevata esposizione ai segmenti di fascia bassa li rende vulnerabili alla sensibilità al prezzo. Inoltre, volumi di approvvigionamento inferiori possono comportare un minore potere contrattuale, con conseguenti aumenti di costo più consistenti o marginalizzazione della catena di fornitura in caso di carenza di memorie.
Tuttavia, circa il 40% dell’attuale base installata è ancora costituita da sistemi Windows 10 o precedenti, il che suggerisce che una parte significativa dei dispositivi necessita ancora di aggiornamenti. In definitiva, il declino del mercato dei PC sarà probabilmente meno pronunciato rispetto ad altri segmenti dell’elettronica di consumo.
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