Pagare? C’è sempre tempo! Boom di Credito al consumo e BNPL

L’esperienza di acquisto e accesso al credito si fa sempre più fluida e le opzioni per il consumatore crescono
Luigi Traldi, Head di Klarna per il Sud Europa

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Il 2026 era iniziato bene per il credito al consumo, cresciuto in tutte le sue forme in corrispondenza con il recupero del potere di acquisto da parte di molte famiglie. “Il merito va alla migliorata dinamica salariale e alla crescita occupazionale, specialmente nei contratti a tempo indeterminato”, nota David Scampati, Responsabile Mercato Distribuzione di Findomestic Banca. Nella seconda parte del I trimestre però, così come nella primavera, l’aumento nei costi dell’energia, che pian piano si è esteso alla spesa alimentare e via via agli altri settori, “sta mettendo a repentaglio il recupero della capacità di spesa degli italiani, ponendo forti incognite sulle prospettive future”, continua Scampati.

In questo contesto, mentre nel I trimestre il mercato dell’elettronica di consumo ha ritrovato un nuovo slancio crescendo di oltre il 4% (senza tener conto dell’inflazione) rispetto allo stesso periodo del 2025, “l’incidenza del credito finalizzato, sul totale degli acquisti Eldom è passata da oltre il 10% a sotto il 9%, una contrazione significativa: oltre il 10%, corrispondente al crescente ricorso al BNPL (+45% nel 2025 a quasi 10 miliardi di euro) che ben si presta a ticket di importi medio/bassi”, rimarca Scampati.

E se l’inflazione cresce?

David Scampati, Responsabile Mercato Distribuzione di Findomestic Banca

Per il prosieguo dell’anno, l’unica certezza è un aumento dell’inflazione e dei tassi di interesse. Come reagiranno le famiglie? Dal punto di vista degli operatori del credito lo scenario è interessante, “perché il rialzo delle aspettative d’inflazione potrebbe paradossalmente aumentare, nel breve termine, la domanda: le famiglie potrebbero accelerare gli acquisti per anticipare il rialzo dei prezzi. In ogni caso, l’aumento dei prezzi e quindi del ticket medio si ripercuote sul volume di credito. D’altra parte, un rialzo dei tassi base, aumentando il costo dei prodotti di consumer credit, potrebbe scoraggiare il ricorso ai finanziamenti”, continua il manager di Findomestic Banca.

Per i retailer di elettronica di consumo e di elettrodomestici questi operatori sono alleati storici. Dal punto di vista dei consumatori, il ricorso al credito di medio-lungo termine per i big ticket item (televisori, lavastoviglie, frigoriferi) è coerente con la natura di ‘investimento’ legata all’acquisto di questi beni la cui vita media è di molti anni. Per i prodotti di medio prezzo (Ped, smartphone) il credito finalizzato consente di spalmare il prezzo facendolo rientrare nel budget familiare. I vantaggi per il retailer sono chiari: la disponibilità immediata di contante cessa di essere un limite invalicabile per il consumatore il quale, se percepisce dei vantaggi chiari, potrebbe optare per prodotti di fascia più alta e a margine maggiore per il venditore. “Invece di rimandare l’acquisto, il consumatore suddivide nel tempo il pagamento”, riassume Scampati.

L’evoluzione del credito finalizzato

Secondo l’Osservatorio Findomestic, un cliente su due ha acceso un finanziamento negli ultimi 3 anni e i tre quarti degli intervistati dichiarano che avrebbero avuto problemi ad acquistare un bene se non ci fosse stata la possibilità di rateizzare.

Una win win situation quindi e, sotto questo profilo, le cose non sono cambiate. Quello che è in continua evoluzione è il sempre più semplice inserimento del ricorso al credito finalizzato all’interno della experience di acquisto del cliente, così come delle strategie di retailer e manufacturer.

Findomestic, che opera da più di 40 anni sul mercato e ha da sempre nel settore Eldom il core della sua attività, ha instaurato relazioni commerciali con tutti i retailer della grande distribuzione: catene, centrali e soci dei gruppi di acquisto e con le principali industry definendo accordi sia in esclusiva che in concorrenza con altri competitor. “Il panorama diventa più complesso e noi in Findomestic investiamo tempo e risorse per la formazione del personale dei retailer e prevediamo, unici nel settore, una rete di account specifici per ogni cliente così come nella ricerca di modalità per rendere sempre più veloce e semplice l’esperienza di acquisto e di ricorso al credito”, continua Scampati.

La concorrenza del BNPL e delle soluzioni native digitali sta accelerando un accesso al credito più smart e semplificato al credito finalizzato. “Le due aree principali su cui ci stiamo focalizzando, grazie alla tecnologia, sono il costante sviluppo dei nostri sistemi decisionali per intercettare nuovi profili di clientela e nuovi sistemi di onboarding in modalità self o semi assistita per sostenere il cambiamento sia dei clienti che degli store”, specifica il Responsabile Mercato Distribuzione del leader italiano nel credito al consumo.

Certamente il rialzo dei tassi di interesse rende più oneroso per il retailer (o per il manufacturer) il ricorso alle promozioni ‘tasso zero’ o a tasso agevolato. “Ma la questione non è ‘tasso zero sì o no?’. La vera chiave per sviluppare le vendite grazie al credito al consumo è investire nella formazione degli addetti per comprendere i reali bisogni del cliente e soddisfarli con un’offerta mirata; solo questo è il vero investimento duraturo e necessario su cui i retailer a mio parere devono concentrarsi”, conclude il manager.

Il boom del Buy Now Pay Later

Se il credito al consumo rimane lo strumento principale nel mercato, (un italiano su due lo ha utilizzato almeno una volta negli ultimi tre anni) la novità rimane il Buy Now Pay Later. Nel 2025, con una crescita del 45%, i consumatori italiani hanno acquistato beni e servizi per 10 miliardi di euro con questa formula. Dal 2022 al 2025 la crescita è stata del 260%. Secondo un’indagine realizzata dall’Osservatorio Findomestic, il 72% degli intervistati sa cosa sia il BNPL e uno su cinque dichiara di averlo usato.

Nato e cresciuto nel mondo dell’e-commerce, ma sempre più spesso integrato nei punti vendita fisici, per i retailer il BNPL rappresenta una leva aggiuntiva nel payment mix: non sostituisce altri strumenti ma amplia le opzioni disponibili per il cliente.

Il leader europeo del Buy Now Pay Later si chiama Klarna: è un sistema nato in Svezia vent’anni fa e in Italia è utilizzato da quasi 10 milioni di persone in 60 mila store o esercizi fisici e online. Cresciuto nella nicchia del credito a breve termine e quindi con il pagamento suddiviso in un piccolo numero di rate (più spesso tre), Klarna si propone ora come mezzo di pagamento a 360°: una vera piattaforma multi-opzione dei pagamenti cashless. È possibile pagare subito, utilizzandolo come una carta di debito, oppure entro trenta giorni (come una carta di credito non revolving). La formula più usata rimane la suddivisione dello scontrino in un terzo addebitato subito, un terzo a trenta e un terzo a 60 giorni. Da poco Klarna consente di accedere a crediti a breve-medio termine, in concorrenza con il credito al consumo finalizzato.

Klarna ha infatti recentemente lanciato in Italia il Fair Financing: rate mensili strutturate su 6 o 12 mesi, con Taeg fisso e importi d’acquisto fino a 3 mila euro. “Questa soluzione è pensata per i consumatori che effettuano acquisti di valore più elevato e hanno bisogno di più tempo per rimborsarli, e rappresenta per noi un’area chiave di focus nel 2026 – nota Luigi Traldi, Head di Klarna per il Sud Europa – Il tutto in un unico spazio, senza lasciare la pagina del merchant. Questo riduce gli attriti nel momento dell’acquisto e contribuisce a convertire gli utenti interessati in clienti”.

Vantaggi per retailer e consumatori

Il vantaggio per il retailer è chiaro: quale che sia l’opzione di pagamento scelta “i retailer vengono pagati interamente in anticipo, mentre Klarna si fa carico di tutto il rischio di credito”, spiega il top manager. Inoltre, Klarna supporta i retailer nei lanci di mercato, nelle attività di co-marketing e nelle campagne di affiliazione, contribuendo a generare traffico verso i loro store. Il servizio è pagato dal retailer attraverso una commissione su ogni transazione processata tramite Klarna e il suo importo varia in base a diversi fattori, tra cui il volume delle transazioni e la tipologia di prodotti venduti.

Il controllo sul merito di credito è velocissimo ma c’è: “Ogni transazione viene valutata individualmente in tempo reale, utilizzando sia dati interni sia soft credit check tramite Experian. L’accesso non è garantito, nemmeno per i clienti già registrati: i nuovi utenti iniziano con limiti di credito contenuti, che aumentano solo quando dimostrano un comportamento affidabile nei rimborsi”, sottolinea Traldi. “La comunicazione trasparente è centrale nel nostro approccio. I clienti ricevono un piano di pagamento chiaro al checkout, promemoria automatici e la possibilità di posticipare un pagamento una volta per ordine senza costi aggiuntivi tramite l’app. Questi strumenti sono pensati per aiutare i clienti a mantenere il controllo delle proprie finanze ed evitare situazioni in cui il debito diventi ingestibile”.

È possibile posticipare un pagamento per ogni ordine senza nessuna penale, direttamente tramite l’app Klarna. Altrimenti le penali per ritardato pagamento sono contenute in 3 euro per ordini inferiori a 100 euro, 5 euro per ordini tra 100 e 199,99 euro e 8 euro per ordini pari o superiori a 200 euro. “Vengono applicate solo dopo che il cliente ha mancato la scadenza di pagamento, a seguito di un periodo di tolleranza. Il nostro obiettivo è semplice: vogliamo che i clienti possano rimborsare in modo sostenibile e vivere un’esperienza positiva”, argomenta Traldi.

Klarna non è preoccupata dalla prospettiva di un aumento dell’inflazione: “in 20 anni di vita abbiamo operato in periodi caratterizzati sia da alti sia da bassi tassi d’interesse. Anzi quando i tassi aumentano, cresce anche il costo delle carte di credito: e osserviamo spesso una maggiore domanda di soluzioni di pagamento rateale senza interessi”, nota Traldi.

Ai retailer, Klarna offre un’esperienza di checkout completamente digitale senza intoppi, senza rischio di credito e facilmente integrabile nell’infrastruttura e-commerce esistente. Per i consumatori, i prodotti Klarna a breve termine sono senza interessi, con un piano di rimborso chiaro e fisso mostrato in modo trasparente al checkout. I prodotti di finanziamento a più lungo termine prevedono un TAEG fisso e nessun debito revolving: questo significa che il costo totale è sempre noto fin dal primo momento.

Il futuro del BNPL

Secondo Klarna, nei prossimi tre anni il BNPL si consoliderà come opzione di pagamento di uso comune, accanto alle carte e ai wallet digitali, con una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori e uno spostamento verso prodotti ibridi, capaci di unire la semplicità del BNPL alla struttura del credito al consumo. “La posizione di Klarna – che ha partnership chiave con merchant come Unieuro, MediaWorld e Samsung, e una suite di prodotti in espansione – la pone nelle condizioni di guidare questa evoluzione”, prevede Traldi, “grazie a un focus costante sulla costruzione di soluzioni che migliorino realmente la vita finanziaria delle persone e sulla capacità di costruire fiducia su larga scala, attraverso trasparenza, comunicazione chiara dei costi e reale attenzione al benessere finanziario degli utenti. Gli operatori destinati a durare saranno quelli che considereranno la soluzione di oggi come un punto di partenza, non come una destinazione”, conclude il manager.

Dida

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