OpenAI, Nvidia, Oracle, AMD: è un chip che si morde la coda?

Dietro gli accordi multimiliardari per soddisfare la sete di potenza di OpenAI c'è una 'circolarità' comprensibile ma preoccupante: basterebbe un imprevisto per...
Un reparto di produzione di microchip

E ora tocca ad AMD: OpenAI ha firmato un accordo con cui si impegna ad acquistare una enorme capacità di calcolo elaborata da chip di Amd nei prossimi 5 anni: un ‘ordinativo’ da decine di miliardi di dollari.  La Borsa festeggia rialzando il titolo Amd del 40% e apparentemente ne ha ben donde. AMD trova un cliente in grado di assorbire buona parte della sua produzione. In cambio OpenAI ha acquisito il diritto di ‘acquistare’ a un centesimo per azione (contro i 150 dollari di valore di borsa) fino al 10% del capitale di AMD. Insomma in cambio dell’ordine, invece di chiedere uno sconto all’azienda, Open AI si fa regalare un decimo della AMD stessa.

OpenAI ha bisogno di enormi server per far fronte sia alle esigenze di calcolo per l’addestramento dei suoi modelli, sia alla domanda di un miliardo di clienti che ogni ora accedono a questi server. Per questo ha stretto accordi con Oracle (che ha una rete di server farm) che potrtebbe valere 300 miliardi da qui al 20230 e con le aziende che costruiranno i microprocessori al loro interno: Amd appunto, Intel e soprattutto Nvidia.

Tutto bene? Fino a un certo punto perché, come sottolinea l’attento Vittorio Carlini sul Sole 24 Ore: si nota una curiosa circolarità: il denaro che Open AI versa a Oracle sarà in parte speso da Oracle per acquistare chip da Nvidia. Ma Nvidia si è impegnata a investire fino a 100 miliardi in OpenAI e supporterà la costruzione di almeno 10 gigawatt di infrastruttura che la stessa OpenAI intende costruire nei prossimi anni.

Insomma Nvidia investe in OpenAI, questa paga Oracle per il cloud e Oracle compra microprocessori da Nvidia. Tutto corretto per carità, ma il rischio è che un intoppo fermi il circolo creando effetti a catena. OpenAI potrebbe acquistare meno server da Oracle la quale avrebbe bisogno di meno chip Nvidia la quale sarebbe costretta a rivedere i suoi impegni con OpenAI. Così come cresce velocemente la spirale potrebbe scendere improvvisamente.

Quali potrebbero essere questi intoppi visto che tutti gli esperti concordano sulla previsione di un ricorso sempre maggiore all’AI? Per esempio una concorrenza superiore alle attese da parte dei concorrenti di OpenAI, la scoperta di. modalità di gestione della AI meno affamate di potenza di calcolo (come sembra essere il modello della cinese DeepSeek) o la concorrenza di Huawei nei microprocessori. Bisogna anche capire se è davvero coerente con gli obiettivi ‘Maga’ ricorrere a microprocessori come quelli che al momento AMD e Intel hanno in catalogo che sono Made in Usa ma meno performanti di quelli che Huawei sta sviluppando.

Senza contare che l’unica certezza in questo giro di miliardi è che aumenteranno gli ordini alle fabbriche che a Taiwan e in… Cina producono i microprocessori di Nvidia.

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