Questo articolo fa parte di una inchiesta sul prodotto ricondizionato dai manufacturer pubblicata sul numero di Ottobre di Uptrade
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Nel mondo degli smartphone, e in misura minore dell’hardware, il ‘ricondizionato’ è un mercato in netta crescita, una vera filiera con operatori specializzati, presenti sia online sia nel mondo fisico, che acquisiscono, rilavorano e rivendono prodotti ‘di seconda mano’, a volte in concorrenza a volte in sinergia con i retailer fisici e virtuali. Dal punto di vista dei manufacturer di smartphone e hardware il ‘second hand’ è sì un concorrente ma è anche un modo per dare un valore al loro prodotto. L’esperienza di Apple, ad esempio, dimostra che chi vende un iPhone lo fa spesso per finanziare l’acquisto di un modello più avanzato.
E nel mondo dei Grandi e del Piccoli Elettrodomestici? Le cifre in gioco sono molto più limitate, è vero, ma il ricondizionamento dei Ged e dei Ped è in crescita e il modello di business è ben diverso. Qui i manufacturer svolgono un ruolo importante e crescente, mentre i retailer classici sono alla finestra e gli operatori del second hand si stanno inserendo solo ora.
UpTrade ha cercato di inserire questo fenomeno anche all’interno delle complessa partita in gioco fra i manufacturer, la Commissione e il Parlamento Europeo – sempre più attenti ad allungare la vita dei device elettrici ed elettronici, favorendone la riparazione (autonoma o attraverso terzi) – con interventi che toccano ogni anello della catena del valore: dalla progettazione fino alla ricambistica. Per approfondire questo aspetto abbiamo dialogato con Davide Castagna, Senior Key Account Manager di Applia Italia.
Cos’è esattamente il ricondizionamento e perché se ne parla oggi?
Il ricondizionamento è l’insieme delle azioni effettuate per preparare, pulire, testare, manutenere e, ove necessario, riparare un prodotto di cui ci si è disfatti, in modo da ripristinarne le prestazioni o la funzionalità nell’ambito dell’uso cui è destinato e della gamma di prestazioni previsti originariamente. In sostanza occorre predisporre il bene perché sia il più vicino possibile a ciò che un consumatore potrebbe aspettarsi da un ‘prodotto nuovo’. Si tratta di un modello di business, oggi in crescita, che presenta certamente vantaggi in termini di sostenibilità, anche se una valutazione certa sulle prospettive future è forse prematura.
In che modo il ricondizionamento entra nel discorso sul Regolamento Ecodesign?
Il Nuovo Regolamento ESPR sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili introduce ulteriori aspetti che hanno l’obiettivo di allungare la vita dei prodotti, non solo nella fase d’uso ma anche nelle fasi di gestione e riparazione.
La eco-progettazione, cioè lo sviluppo di prodotti con minimo impatto ambientale in tutte le fasi del ciclo di vita, è da tempo al centro dell’attività dell’industria dell’elettrodomestico, all’avanguardia sul tema della sostenibilità. Il nostro settore ha infatti dato, negli ultimi 20 anni, risultati straordinari in termini di riduzione dell’impatto ambientale: sia in fase d’uso che in quella produttiva, con minori sprechi energetici, idrici, alimentari e recupero dei materiali. Questo processo è già in essere, per molti aspetti, nel settore dei Grandi Elettrodomestici quali frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e asciugatrici, grazie ai Regolamenti attuativi della precedente Direttiva Ecodesign 2009/125/CE, nei quali, ad esempio, è stato introdotto l’obbligo di disponibilità di alcuni parti di ricambio del prodotto, sia per l’utente finale che per l’operatore professionale.
Parliamo del diritto alla riparazione. Quali sono i requisiti richiesti ai produttori dalla Direttiva?
Questa Direttiva, che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro l’agosto 2026, fa un ulteriore passo in avanti sul tema stabilendo una chiara gerarchia di rimedi e promuovendo la riparazione ogniqualvolta sia economicamente sostenibile. Al momento si applicherà solo ad alcune categorie di prodotti, tra cui la maggior parte dei Grandi Elettrodomestici soggetti alla nuova etichetta energetica, ovvero lavatrici, lavasciuga biancheria, asciugabiancheria, apparecchi di refrigerazione e aspirapolvere. La nuova legislazione, oltre a promuovere la riparazione rispetto alla sostituzione, sostiene l’adozione di beni ricondizionati e dei servizi di riparazione, a vantaggio dell’ambiente e dei consumatori, prolungando in tal modo la durata dei prodotti e migliorando ulteriormente una situazione già eccellente per il settore.
Qual è la realtà sul campo?
Un’indagine condotta da Applia presso le aziende associate conferma che, rispetto alle richieste, il 95% degli elettrodomestici vengono riparati. Il trend di riparabilità è in aumento negli ultimi 5 anni, ma anche il costo medio della manodopera. Più che un problema di fattibilità tecnica, si tratta di rendere competitivo il servizio dal punto di vista economico; infatti, i costi correlati alla riparazione, che per i Grandi Elettrodomestici sono rappresentati per il 63% dalla manodopera, spesso portano i consumatori a non perseguire questa opzione.
In alcuni mercati (principalmente quello degli smartphone) il ricondizionato è diventato un elemento importante della domanda e dell’offerta. Che possibilità ci sono che questo avvenga anche nei Ged e nei Ped?
Una forte cooperazione lungo tutta la catena del valore – dai produttori ai rivenditori, ai riparatori e ai consumatori – potrebbe agevolare la tendenza verso riparazione e ricondizionamento. Inoltre, per lo sviluppo spontaneo di un mercato di apparecchiature ricondizionate, occorre tenere in considerazione sia la sostenibilità ambientale (per alcuni prodotti, non è sempre ragionevole preferire il ricondizionamento all’adozione di prodotti più efficienti) che quella economica, che inevitabilmente dipende dalle diverse categorie di prodotto.
Da parte dei manufacturer, il ricondizionamento non potrebbe essere un modo per salvaguardare l’occupazione e mantenere competenze?
Sì, il tema della riparazione, può essere un metodo efficace per aumentare/salvaguardare l’occupazione, ma solo se accompagnato da politiche di formazione tecnica degli operatori e da un processo di educazione dei consumatori alla manutenzione e alla riparabilità.
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Davide Castagna, Senior Key Account Manager di Applia Italia 




