La chiusura dello storico stabilimento di Omegna di Bialetti Industrie è già un caso su cui si è riversata l’attenzione degli enti locali e dei sindacati. Sì, perché le ripercussioni di questa decisione non coinvolgono solo i 120 lavoratori tra impiegati e operai che hanno perso il lavoro. Non vanno dimenticati gli effetti sull’indotto – si legge su Il Sole 24 Ore di oggi -. La chiusura della Bialetti, che segue la scomparsa produttiva di Girmi, potrebbe infatti avere ripercussioni anche su altri settori industriali. «Si mette a rischio – ha dichiarato al quotidiano Massimo Nobili, presidente della Provincia del Verbano Cusio Ossola – il nostro polo del casalingo che può contare su nomi come Calderoni, Alessi, Lagostina (di Groupe Seb) e Piazza. Ma anche su marchi meno noti al grande pubblico». Giorgio Airaudo, leader della Fiom piemontese, aggiunge che «è indispensabile aprire un tavolo di confronto con la Bialetti per verificare le opportunità. Sarebbe vergognoso utilizzare il marchio italiano per un prodotto realizzato all’estero». Nobili ha inoltre fatto sapere che la Provincia, insieme con i sindacati e la Regione, è già intervenuta per favorire l’arrivo di aziende straniere: «Stiamo aspettando la risposta di un’azienda di pannelli solari di un gruppo tedesco». © RIPRODUZIONE RISERVATA In caso di citazione si prega di citare e linkare uptradebiz.it