L’Italia in 22esima posizione per l’accesso alla banda larga

Il rapporto dell’Istat conferma come il nostro Paese si posizioni nelle ultime posizioni (22esima) della classifica nella penetrazione nelle famiglie europee (con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni) dotati di una connessione a banda larga. Infatti, solo il 39% dei nuclei italiani ne è dotato a fronte dell’80% degli svedesi – che si posiziona al vertice – e solo Grecia, Bulgaria e Romania si distinguono per minori indici. Ciò nonostante la fotografia dell’Istat conferma che nel 2009 è cresciuto il numero delle famiglie dotate di un computer e di connessione internet, soprattutto tra quelle con almeno un componente minorenne. Per quest’ultime i dati di possesso di pc e Internet salgono al 79% e al 68,1%.
 Per le famiglie formate solo da persone sopra i 65 anni, invece, le percentuali scendono al 7,7% e al 5,9% per l’accesso a Internet. Nei nuclei famigliari più digitalizzati crescono anche gli acquisti on-line, si passa dal 23,2% del 2008 al 24,4 % del 2009. Seppure a piccoli passi aumenta quindi la confidenza degli italiani nei confronti dell’e-commerce confermato anche dal contagio degli internauti della penisola verso gli shopping club a invito (al momento in prevalenza dedicati ai capi di abbigliamento e di accessori) e più recentemente dalla corsa a riconvertire i regali non graditi o doppi on line. Nel dettaglio eBay ha comunicato che nei tre giorni dopo Natale erano stati caricati 8 mila regali contro i 6 mila dello scorso anno, soprattutto abbigliamento e oggi hi-tech. Sempre secondo il rapporto dell’Istat a frenare gli acquisti via internet sono soprattutto il desiderio di verificare l’oggetto di persona e il freno a utilizzare la carta di credito o a rilasciare i propri dati personali. Su questi freni gioca la scarsa conoscenza sul diritto di recesso entro 10 giorni dal ricevimento o sui sistemi di sicurezza per le transazioni on line oppure su sistemi di pagamento alternativi. Per finire il tv e il cellulare risultano i prodotti tecnologici più diffusi, rispettivamente posseduti da oltre il 96% e da quasi il 91% delle famiglie.
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