Merito in buona parte del Bonus elettrodomestici che è appunto partito lo scorso novembre con 1,1 milioni di richieste di voucher, 250 mila dei quali utilizzati per un controvalore superiore a 35 milioni di euro e 35 milioni è il 22% dei 153 milioni di euro fatturati dai negozi. .
Circa il 60% dei voucher è stato destinato a famiglie con Isee inferiore a 25mila euro.
Tra i 7.835 prodotti eligibili per il bonus provenienti dall’Ue, oltre il 52% risultava prodotto in Italia e circa un terzo degli acquisti incentivati “ha riguardato prodotti fabbricati nel nostro Paese», sottolinea Marco Imparato, direttore generale di Applia Italia. «Consideriamo questo bonus – continua – un progetto pilota di successo. Nonostante il periodo limitato – con possibilità di richiesta di voucher tra il 18 novembre e il 31 dicembre 2025, e con gli ultimi spesi entro marzo – ha portato risultati al di là delle aspettative”
Applia Italia ritiene che sia il momento di chiedere un rifinanziamento della misura (non tutti i 42 milioni disponibili sono stati spesi) ed estessa a livello europeo, contando sull’interesse dei due altri grandi Paesi produttori: Germania e Polonia.
“Fatturiamo 20 miliardi, 80 in Europa, con importante ricaduta occupazionale. Il settore dell’elettrodomestico va considerato strategico, come ha ribadito il ministro Urso al Consiglio Competitività a Bruxelles giovedì scorso, e ha bisogno di difesa e sostegni alla produzione.Va inserito tra i settori salvaguardati dall’Industrial Accelerator Act. E protetto anche con il Cbam: chiediamo che i nostri prodotti vengano inclusi nel suo perimetro, in modo che chi li importa extra Ue debba pagare il costo della CO2 come avviene per le produzioni europee. A settembre il Parlamento Ue voterà su questo», conclude Imparato.
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Marco Imparato Direttore Generale APPLiA Italia




