Analizzando il mercato mondiale dei dispositivi wearable, per praticità, IDC ha distinto tre tipi device, capaci di elaborare dati, di dialogare con uno smart connected device (PC, smartphone o tablet), se non addirittura di connettersi autonomamente in rete senza appoggiarsi ad altri device. Nell’ordine, dal wearable device meno evoluto al più evoluto, ecco le tre categorie: Complex Accessories: sono device creati per poter lavorare solo parzialmente in modo indipendente e che richiedono la connessione ad uno smart connected device per poter essere pienamente operativi. In questa categoria rientra gran parte degli innumerevoli braccialetti per il fitness o per il controllo dell’attività sportiva. Questi raccolgono dati e in alcuni casi comunicano tramite display, tuttavia necessitano di un offload dei dati su internet, tramite un device connesso, per poter salvare le attività ed elaborarle. Smart Accessories: sono dispositivi che hanno la possibilità di installare app o software di terze parti, che ne possono quindi ampliare le funzionalità. Per la piena operatività di questi dispositivi rimane comunque necessaria la connessione a uno smart device, a sua volta connesso a internet. Smart Wearables: sono device che possono funzionare in piena autonomia, senza la necessità di appoggiarsi ad altri device. Si connettono autonomamente a internet e hanno la possibilità di istallare app e software di terze parti, con l’intento di espanderne le funzionalità. Nel 2013, a livello mondiale, oltre il 70% dei wearable device venduti è stato di tipo Complex Accessories e meno di un terzo Smart Accessories. Dopo gli ultimi annunci, i Complex Accessories inizieranno a essere cannibalizzati dagli Smart Accessories: il prezzo medio di questi device calerà nei prossimi anni e le loro funzioni incorporeranno sempre più quelle offerte dai Complex Accessories, tanto più quanto si svilupperà l’ecosistema di app per questo tipo di device. In Italia, secondo stime IDC di inizio 2014, più di 8 wearable device venduti su 10 sono stati Complex Accessories, ma in futuro il mix fra le tre tipologie cambierà: nel 2018 i device Smart (Accessories e Wearables) arriveranno a rappresentare circa la metà dei device venduti nel nostro Paese. Secondo le ultime ricerche di IDC a livello mondiale, i wearable device che i consumatori preferirebbero acquistare e perciò indossare sono i braccialetti e soprattutto gli orologi (gli smartwatch), con oltre il 40% delle preferenze, seguiti a breve distanza dagli occhiali. Dispositivi specifici, come i capi di abbigliamento e le scarpe, sono sotto il 25%. Questo tipo di device per ora è associato principalmente solo all’allenamento, con un target quindi troppo specifico.
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