Europarlamentari in visita a un impianto modello per il riciclo di Raee e batterie

La raccolta non garantisce flussi stabili di materiali, e questo rende poco interessanti gli investimenti in impianti avanzati di riciclo

In occasione della campagna Assoambiente Impianti Aperti on the road, si è svolta la visita istituzionale di alcunieuroparlamentarii, all’impianto industriale del Gruppo Seval, dedicato al riciclo dei RAEE e delle batterie.

Nel dialogo con le istituzioni europee è stata evidenziata l’urgenza di intervenire sulla filiera, a partire dall’aumento della raccolta sia dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), sia dei Rifiuti di Batterie (RB), così da garantire un flusso stabile di materiali verso gli impianti di trattamento e massimizzare il recupero delle Materie Prime Critiche. Questo favorirebbe anche la realizzazione di nuovi impianti di trattamento, fondamentali per rafforzare l’autonomia industriale europea, in linea con le priorità del Circular Economy Act.

Inoltre, emerge con forza la necessità di semplificare e accelerare gli iter autorizzativi per la realizzazione degli impianti. “Attualmente i componenti dei RAEE più ricchi di Materie Prime Critiche vengono esportati al di fuori dell’Unione Europea o gestiti senza un adeguato riciclo di tali CRM” – afferma Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE“Una dinamica che determina una perdita di valore economico e industriale per il nostro Paese e, più in generale, per l’Europa. È quindi urgente incrementare la raccolta dei RAEE e sostenere la realizzazione di impianti in grado di estrarre dai RAEE anche i materiali presenti in piccolissima quantità.”

La creazione di questa nuova struttura permetterà, una volta a regime, di trattare fino a 15.000 tonnellate all’anno di batterie provenienti da veicoli elettrici, mobilità leggera e sistemi di accumulo industriale, recuperando materie prime critiche come litio, cobalto, nichel, manganese, alluminio e rame e reimmettendole nel ciclo produttivo. Nel 2025 in Italia sono state immesse sul mercato circa 160.000 tonnellate di batterie di grande taglia, mentre quelle già in circolazione superano le 800.000 tonnellate. Da qui l’urgenza di realizzare impianti capaci di trattare questa massa di batterie in circolazione quando giungeranno a fine vita.

L’impianto, basato su tecnologia brevettata Duesenfeld, utilizza un processo a freddo che permette di non degradare la sostanza di cui è composta, la batteria e allo stesso tempo di non generare composti acidi difficili da abbattere. L’impianto, realizzato secondo i più elevati standard europei di sicurezza e innovazione, rappresenta un tassello fondamentale per lo sviluppo di un’economia circolare delle batterie.” – afferma Alessandro Danesi, Direttore Commerciale Seval – “Il processo prevede la scarica elettrica completa delle batterie con recupero dell’energia residua, fino al 50% del fabbisogno energetico dell’impianto, seguita dalla rimozione degli elettroliti e dalla separazione dei materiali in condizioni di totale sicurezza.”

Il progetto industriale sarà inoltre replicato nel Sud Italia con un secondo impianto gemello presso Riplastic Spa a Potenza, confermando l’impegno del Gruppo Seval nello sviluppo di una rete nazionale per il riciclo delle batterie.

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