È entrata in vigore il 1° luglio la tassa di 3 euro per ogni linea di prodotto esportata direttamente da manufacturer o retailer on line non europei ai consumatori finali. Ciò significa che un pacco contenenti diversi vestiti pagherà una tassa di 5 euro mentre uno che contiene vestiti e giocattoli ne pagherà 6. Nel 2025 sono stati spediti in Europa 5,8 pacchi di valore inferiore a 150 euro e quindi in regime di esenzione doganale. La legge che colpisce retailer come Shein, Temu e AliExpress è simile a una norma già approvata dagli USA e auna analoga norma italiana la cui entrata in vigore è stata più volte rimandata.
Un operatore logistico intervistato da Reuters prevede un calo dal 10 al 35% nel numero di pacchi in arrivo dall’Asia. Quindi un colpo grave ma non un disastro per i retailer asiatici i quali potrebbero infatti evitare la tassa importando merci in grandi quantità in Europa per poi spedire da lì i pacchetti ai singoli consumatori, come fa da tempo Amazon con il suo servizio Amazon Hall. Shein ad esempio ha investito nell’ampliamento dei suoi magazzini europei a Breslavia in Polonia.
In Francia è appena passata una legge, che deve essere ancora controfirmata dall’Eliseo che proibisce ogni forma di pubblicità anche da parte di influencer a favore dei brand Ultra fast fashion non europei e prevede multe da 0,25 a 6 euro per prodotto venduto. “In gioco non ci sono soli dei prodotti ma un modello di società che vogliamo difendere” ha detto il Ministro per le piccole Imprese francese Serge Papin
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