L’articolo 18 scuote anche il mondo del bianco. La vicenda ha preso il via lo scorso 9 aprile in seguito alla diffusione di un volantino sindacale nello stabilimento di Electrolux a Susegana per mano dei rappresentanti della Fiom-Cgil. Sul contenuto del comunicato si è accesa la polemica che ha visto coinvolti i rappresentanti aziendali di Electrolux oltre che di Confindustria, di Federmeccanica e ieri anche del Governo.In particolare la discussione si è incentrata sulla seconda parte del documento in cui si legge: “Electrolux non si è dissociata dalle iniziative che Confindustria e Governo sostengono, come da richiesta al tavolo di trattativa da parte della Rsu. L’Azienda partecipa inoltre attraverso i suoi dirigenti alla stesura delle norme che il Governo vuole attuare. Tale esposizione di Electrolux aggrava le sue responsabilità nella vertenza sindacale in corso a livello nazionale”. In una lettera inviata al presidente di Federmeccanica, Electrolux ha parlato di “gravissima forma di ricatto che, se fosse applicata ai singoli lavoratori, così come viene applicata a una singola azienda, costituirebbe una patente manifestazione di attività antisindacale”.La reazione di Confindustria non si è fatta attendere. Guidalberto Guidi, consigliere incaricato per le relazioni esterne ha giudicato come “inqualificabile” il comunicato sindacale e ha auspicato la dissociazione netta di Fiom e Cgil.Ieri è stata la volta del ministro del Welfare Roberto Maroni che ha parlato di “espressioni gravi, minacciose e intimidatorie”.Sempre ieri la Segreteria nazionale della Fiom-Cgil ha così ribattuto a queste prese di posizione. “Il comunicato sindacale firmato dalla Fiom di Treviso e dalle Rsu Fiom della Zanussi di Susegna è al centro di gravi e strumentali attacchi. In realtà, nel volantino viene ribadito quanto già richiesto all’azienda al tavolo negoziale, e cioè una presa di distanza dalla linea politica sostenuta da Confindustria a livello nazionale”. La polemica è poi arrivata in Parlamento. I capigruppo della Cdl a Palazzo Madama hanno rivolto un’interrogazione al ministro degli Interni e del Welfare.
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