Questo articolo è uscito sul numero di Marzo di Uptrade
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Eldom – La mappa dell’Italia nel 2026 restituisce l’immagine di una rete fisica dell’elettronica di consumo che si muove all’interno di un mercato ormai maturo, nel quale già da alcuni anni l’evoluzione è data da un mix tra apertura di nuovi punti vendita e interventi di affinamento della rete esistente, attraverso ristrutturazioni di negozi e operazioni di relocation. In questo contesto, l’edizione 2026 della Mappa conferma un quadro di sostanziale stabilità: la copertura territoriale delle principali catene non subisce variazioni tali da modificare l’assetto geografico complessivo del canale e il confronto con l’edizione 2025 mostra come i cambiamenti avvengano in modo puntuale, più per razionalizzazione che per espansione. È proprio in questo scarto tra stabilità numerica e dinamismo strategico che va letta l’evoluzione della rete Eldom nel 2025.
Expert: riequilibrio dei format e rafforzamento del coordinamento
Nel caso di Expert, a fronte di una copertura geografica che viene sostanzialmente confermata, si registra una variazione nel mix delle insegne. Il saldo tra chiusure e aperture – tra le altre quella dello scorso giugno ad opera di Leso a Caldiero (VR) – vede l’insegna Expert ridurre la propria rete di otto punti vendita, Expert City di quattro e Expert In incrementarla di due. Stabile Expert Link, che bilancia le uscite dalla piazza di Campobasso e Nuoro con due nuove aperture a Palermo. Questo riequilibrio appare coerente con le recenti scelte di governance del gruppo che, dal 1° gennaio 2026, ha introdotto una direzione commerciale unica, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento tra le diverse piattaforme e rendere più omogenea l’esecuzione commerciale sul territorio.
Euronics: affinamento della presenza locale
Sostanzialmente invariata anche la dimensione complessiva della rete che fa capo al Gruppo Euronics. L’insegna Euronics cresce di quattro unità, mentre Euronics City ed Euronics Point flettono rispettivamente di una e due unità. Tra le aperture annunciate nel corso del 2025 quelle del Gruppo CDS a Campi Bisenzio (FI) e Pisa e quelle di Euronics Bruno a Canicattì e Gela, quest’ultima tramite l’affiliato Lionti. Anche in questo caso, le variazioni non modificano il profilo geografico complessivo della rete, ma sembrano riflettere un progressivo affinamento della presenza locale.
GRE: l’obiettivo resta il presidio capillare del territorio
Nel Gruppo GRE, la stabilità dei punti vendita a insegna Trony conferma il ruolo dell’insegna come pilastro della rete. L’analisi dell’evoluzione regionale evidenzia una numerica complessiva invariata, con nuove aperture che bilanciano le chiusure: quella di Grammichele (CT) ad opera di Dical, di Roma fatta da DML e di Affi (VR) da parte di Co.Pre. La crescita dei punti vendita Minitrony, distribuita su più regioni, conferma il ruolo del format come strumento di presidio capillare e di adattamento ai contesti locali. Al contrario, la riduzione dei punti vendita Sinergy segnala un processo di razionalizzazione selettiva, volto a ottimizzare la copertura e ridurre le sovrapposizioni, senza alterare l’equilibrio complessivo della rete.
MediaWorld: la rete si espande anche grazie alle partnership
Cresce ancora la rete MediaWorld, che nel 2026 raggiunge i 150 punti vendita grazie a undici nuove aperture. Nel comunicato del 22 gennaio scorso, relativo ai risultati dell’anno fiscale chiuso al 30 settembre 2025, il gruppo totalizza in 12 gli interventi di ristrutturazione. Tra tutti il più rilevante ha riguardato il punto vendita di Verano Brianza (MB) che è diventato il primo store a offrire agli utenti i servizi del “Future Store” MediaWorld. Centrale anche il rinnovo della partnership strategica con Bennet, che lo scorso anno ha portato all’apertura di sei shop-in-shop nel format Xpress. Con le inaugurazioni di Erba e Anzano del Parco del dicembre scorso gli shop in shop aperti nell’ambito di questa partnership sono in totale 12.
Unieuro: la rete fisica resta centrale
Per quanto riguarda Unieuro, la Mappa 2026 evidenzia una traiettoria orientata alla ricomposizione del modello distributivo. A fronte di una copertura geografica sostanzialmente stabile, cresce la rete diretta (+2) mentre si riduce quella indiretta (-11). Le variazioni sono distribuite su più regioni e province, senza concentrazioni critiche, e indicano un processo di razionalizzazione più che di ridimensionamento. Nel 2025 la catena ha inoltre attuato anche riaperture e rilocazioni strategiche, come quella di Magenta, con il trasferimento dello store in una nuova unità commerciale, sempre all’interno del centro Iper La Grande i, e quella di Fiumicino, dove ha riaperto in una nuova location del The Wow Side Shopping Center. Rientra nella stessa logica anche la rilocazione dello store di Settimo Torinese nel To Dream Urban District a Torino. Tra le nuove aperture si segnalano infine quella del 24 luglio a Gorizia, individuata come area strategica per intercettare flussi turistici e commerciali in crescita, e il nuovo punto vendita di Roma Termini. Una dinamica coerente con il piano strategico 2025-2030, che punta su maggiore controllo operativo, standardizzazione dei format, sviluppo dei servizi e introduzione di concept evoluti come i Service Solution Hub, con il punto vendita che resta centrale nel modello.
Canali di vendita: l’online cresce, ma il fisico si dimostra resiliente
In questo contesto di mercato più maturo e di crescita selettiva, anche l’evoluzione dei canali di vendita sembra improntata a una logica di riequilibrio. Le rilevazioni NIQ mostrano che lo spostamento di valore verso l’online prosegue anche nel 2025, sebbene con ritmi meno dirompenti rispetto al triennio post-pandemico. A fine 2025 le vendite a valore del canale Traditional Sales mostrano un’ulteriore flessione dell’1,1%, a fronte di un +1% dell’Internet Sales. Sul piano delle quote, l’online rafforza ulteriormente il proprio peso. Le Internet Sales passano infatti dal 26,5% del 2024 al 27,9% del 2025, con un incremento di 1,4 punti percentuali, mentre il canale fisico scende dal 73,5% al 72,1%. I dati Nielsen offrono anche indicazioni interessanti sulla ricomposizione interna del perimetro fisico.
Nel 2025, i TecSuperstores ed Electrical Chains aumentano la propria quota sul totale mercato di circa tre punti percentuali, passando dal 49,8% al 52,8%. Questa crescita avviene in un contesto ancora negativo a valore anche se va detto che, chiudendo l’anno a -0,9%, questo canale performa leggermente meglio del totale delle Traditional Sales, che si attesta a -1,1%. A sostenere i negozi specializzati è il percorso di evoluzione intrapreso negli ultimi anni, che ha trasformato il punto vendita da semplice luogo di transazione a snodo centrale del customer journey. Consulenza, assistenza tecnica, ampiezza dell’assortimento e servizi post-vendita si stanno confermando come leve competitive decisive che, insieme agli investimenti sulla rete fisica e nell’integrazione con i touchpoint digitali – dalla ricerca online al ritiro in negozio – contribuiscono a garantire al punto vendita fisico un ruolo importante nelle fasi di scelta, confronto e finalizzazione dell’acquisto. Non solo, in questo suo connotarsi come hub per servizi Online to Offline e viceversa, il negozio fisico resta un riferimento imprescindibile per un consumatore dal comportamento di acquisto sempre più ibrido contribuendo in modo sostanziale a rafforzarne la fiducia nei confronti dell’insegna.
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