Ecco i dati di Netcomm NetRetail 2025

Crescono di 1,5 milioni in un anno gli italiani che comprano online: oggi sono 35,2. La ricerca Netcomm fotografa un mercato in piena evoluzione
Il presidente di Netcomm Roberto Liscia alla annuale assemblea dell'organizzazione

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di Ottobre di Uptrade

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Sono 35,2 milioni gli italiani che acquistano online, in crescita di 1,5 milioni rispetto allo scorso anno e di oltre 11 milioni rispetto al 2020. È quanto emerge dalla ricerca Netcomm NetRetail 2025, realizzata in collaborazione con BRT, Confcommercio Milano Lodi Monza e Brianza, EDI – Ecosistema Digitale per l’Innovazione di Confcommercio, Publitalia ’80, Magnews, Oney e Banca Sella, e presentata in occasione della ventesima edizione di Netcomm Forum. “Dal 2014 il numero di acquirenti online in Italia è più che raddoppiato, arrivando oggi a 35,2 milioni, con un incremento di 1,5 milioni solo nell’ultimo anno. Un dato significativo” spiega Roberto Liscia, presidente di Netcomm, “che riflette una trasformazione profonda nei comportamenti d’acquisto: oggi l’età media dei compratori digitali rispecchia quella della popolazione italiana e non si registrano più differenze di genere, a dimostrazione di una diffusione capillare dell’e-commerce. Un altro segnale forte della democratizzazione digitale riguarda la distribuzione territoriale: nel 2012 il 37% degli acquirenti risiedeva in città con oltre 100 mila abitanti, oggi sono solo il 24%. Comprare online è diventato accessibile ovunque, segno dell’inclusività generata dalla digitalizzazione. Eppure, nonostante la crescita, l’Italia resta indietro rispetto ad altri Paesi europei. Secondo dati Nielsen, lo scontrino medio annuo si attesta a 1.100 euro, la metà rispetto a Inghilterra, Francia e Germania. Anche la frequenza degli acquisti (22 all’anno) è inferiore rispetto ai 41 del Regno Unito e i 32 della Germania. C’è, quindi, ancora molto margine di miglioramento”. 

 

Le modalità d’acquisto:  vince il mobile con lo smartphone 

Identificato il profilo degli acquirenti, analizziamo le modalità con cui effettuano gli acquisti. Principalmente mobile, principalemnte con lo smartphone (45,7%, ma molto meno con il tablet, 5,9%),  seguito dal PC (48,1%) . “Un dato interessante riguarda i touchpoint digitali: quando si acquista in negozio, ben 4 decisioni su 10 sono influenzate dall’interazione digitale, mentre quando si acquista online la visita nello store orienta una decisione d’acquisto su 4. I numeri testimoniano come la distinzione tra canale fisico e digitale stia progressivamente svanendo, dando vita a un’esperienza di acquisto sempre più integrata”, ha dichiarato Roberto Liscia. “Questo scenario offre grandi opportunità di sviluppo, con il digitale che rappresenta non solo una sfida, ma anche un fondamentale strumento di innovazione e competitività per il futuro del retail in Italia”. Gli acquirenti dichiarano di consultare in media 4 touchpoint prima di comprare online e si focalizzano sia sui contenuti prodotti dal brand, come relativo il sito/app al 50,3% e l’e-commerce al 44,2%) sia su contenuti indipendenti, tra i quali motori di ricerca al 55,7%, recensioni al 50%, comparatori al 40%. Resta stabile il ruolo dei Social Media (29,8%), dei punti vendita e del retail media online, che orientano circa un acquisto su quattro, mentre è in leggero calo il ruolo delle notifiche push. Nell’acquisto di prodotti si osserva che ogni categoria ha il suo set di touchpoint più rilevanti: AI e Chatbot primeggiano per Elettronica, Home ed Editoria; il Retail Media offline si distingue nel settore Alimentare; il Retail Media online per Elettronica e Alimentari, mentre il sito del brand e l’e-commerce per l’Abbigliamento. In tema di pagamenti, gli acquisti online sono in gran parte pagati al momento dell’ordine (89%) e solo nell’11% dei casi vengono saldati alla consegna/ritiro o nel momento di erogazione del servizio. Fra gli strumenti più utilizzati per il pagamento troviamo il Digital Wallet (30,8%), la Carta di Credito (26,4%) o la Prepagata sul sito (23,6%). È in diminuzione il pagamento in contanti alla consegna (1,2%), mentre il bonifico è utilizzato solo nel 2% dei casi, ma con importi 3,5 volte superiori alla media. Le App e gli strumenti di pagamento sul telefono vengono sfruttati invece nello 0,8% dei casi. Quando si tratta di pagamenti, le aspettative dei consumatori sono sempre molto chiare e riguardano al primo posto la sicurezza della transazione e poi la varietà degli strumenti di pagamento disponibili per la transazione. Tuttavia, se nei primi anni dell’e-commerce la domanda di sicurezza era fondamentale, con il passare del tempo questa esigenza è venuta meno. “I pagamenti digitali, compresi i sistemi ‘buy now pay later’, hanno rivoluzionato l’ultimo miglio dell’acquisto, insieme alla logistica. Il vero asset strategico, però, sono i dati: solo attraverso un uso intelligente e integrato dei dati – potenziato dall’intelligenza artificiale generativa – le aziende potranno affrontare la crescente complessità del mercato”, aggiunge Roberto Liscia. 

 

Consegna:  piace il fuori casa 

Completiamo l’analisi del percorso di acquisto con la fase di consegna: la modalità fuori casa sta guadagnando sempre più spazio nel panorama degli acquisti di prodotti passando dal 7,3% del 2018 al 22,5% previsto per il 2025. Tra i fattori che incidono sulla fiducia degli acquirenti online vi è la disponibilità di un punto vendita fisico, considerato rassicurante sia nella fase di acquisto che in quella successiva, e apprezzato come opzione per rendere più flessibile la consegna, con possibili benefici anche sui costi di spedizione. E a proposito di omnicanalità, la ricerca Netcomm NetRetail 2025 evidenzia che il canale digitale ha un’influenza significativa sulle decisioni di acquisto tradizionali, condizionandone il 40%, con un impatto che si è mantenuto piuttosto stabile nel tempo. Al contrario, i negozi fisici incidono per il 22,8% sulle decisioni di acquisto effettuate online, in leggera flessione rispetto al 24% del 2023 e al 24,9% del 2024. In sintesi, il digitale esercita un’influenza maggiore sul retail tradizionale di quanto quest’ultimo faccia sull’e-commerce. Questo fenomeno è particolarmente evidente in settori come Elettronica, Salute e Benessere, Sport e Giocattoli. In alcune categorie merceologiche, la visita al punto vendita si rivela cruciale nel processo decisionale per l’acquisto online: attrezzature sportive (53,6%), arredamento e articoli per la casa (43,5%), smartphone (42,6%) ed elettrodomestici (41,9%). Al contrario, l’impatto dello store fisico è marginale per quanto riguarda i servizi e i prodotti digitali. 

 

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