Ancora una volta il team di analisti di Qberg è andato oltre la superficie delle percentuali di sconto dichiarate e verificare la reale convenienza per il consumatore e il comportamento dei player del mercato durante il giorno del Black Friday monitorando l’attività di 65 siti e-commerce tra Generalisti, Specialisti e siti dei Produttori nel settore dei Beni Durevoli.
Nel giorno del Black Friday su 181 mila offerte analizzate (relative a 80 mila modelli unici) circa 24 mila (il 12.8%) avevano un prezzo superiore a quello del venerdì precedente. In particolare il fenomeno ha riguardato i Ged Built-In con quasi 5700 ‘Black Friday alla rovescia’. Segue il Ged con un 17.8%, Audio Video 17.4% e le Periferiche IT (14.2%, 311 osservazioni).
Non parliamo di poca cosa: l’aumento medio – dove è stato osservato – fra il giorno del Black Friday e il venerdì precedente è stato dell’11,7%.

(28/11/2025 vs 21/11/2025; prezzo minimo per giorno/sito)
Il 40% degli ‘sconti’ non ha rispettato la Direttiva Omnibus
Anche quest’anno QBerg ha dovuto rilevare un grandissimo numero di ‘presunti sconti’ vale a dire prezzi segnalati come sconto pur non essendo i più bassi presentati da quel sito per quel modello nei 30 giorni precedenti, inviolazione della Direttiva ‘Omnibus’. Tra le 31.000 proposte presentate come scontate il 40% non rispettavano la norma

(28/11/2025 vs 30 gg precedenti; prezzo minimo per giorno/sito, solo prodotti marcati come “Sconto promozionale”)
Anche qui la situazione non è rosea: pur parlando di un universo più ridotto (31.245 osservazioni “In promozione”), ben il 39.5% di queste non rispettavano la Omnibus. Nel caso dei GED Built-in le offerte fuori norma sono state il 47% più o meno come nell’Audio Video (46.7%) e nelle Periferiche IT (44.9%).
Secondo QBerg una percentuale del 39,5% di non conformità indica più spesso una mancanza di automatismi di controllo nei sistemi di pricing dei retailer, piuttosto che una frode deliberata.
In caso di citazione si prega di citare e linkare uptradebiz.it

Shutterstock




