Era un annuncio quasi scontato, ma che comunque doveva essere fatto. Ieri dal palco della sede di Seattle Jeff Besoz, fondatore e anima di Amazon, ha presentato il primo Amazon phone, il Fire Phone, più precisamente, richiamando così al naming della tablet sempre firmato dal colosso dell’ecommerce: il Kindle Fire. Certo come era nell’aria ci sono anche funzioni avanzate a partire dal sistema 3D, ma anche una feature che permette di scannerizzare un oggetto pundando la telecamera e verificare subito se è disponibile sull’enorme shop virtuale Amazon e ovviamente comprarlo. E badate bene Besoz ha dichiarato che questa funzione è in grado in primis di riconoscere oltre 100 mila diversi tipi di oggetti, ma di fare pure la stessa cosa con brani musicali, canzoni e clip oppure video. Entrambe le funzionalità, manco a dirlo, sono pensate a misura del portale di vendite on line più famoso al mondo. C’è anche la possibilità di fare lo scrolling automatico della pagine che si sta leggendo o muovendo lo schermo si possono avere informazioni aggiuntive, di archiviare in uno spazio infinito e in cloud (quello di Amazon!) immagini, video e foto. Ovviamente come nel caso del Kindle Fire la piattaforma è Android, ma customizzata Amazon. Fin qui tutto chiaro e anche ‘ammaliante’, peccato però che Besoz abbiamo annunciato che il primo Amazon phone sarà per ora distribuito solo negli USA (certo non una novità) e posizionato a 649 dollari (se non si sottoscrivono contratti con AT&T) che non è un prezzo più da Mela Morsicata che da Amazon, o comunque non è sia un prezzo proprio da debutto nel mercato già affollato degli smartphone, sia in linea con la strategia di price adottata per il lancio del Kindle Fire. In più sarà anche distribuito in esclusiva da una sola telco: AT&T nel dettaglio. Qualche analista d’oltre Oceano ha commentato: “Sembra quasi che a Besoz non interessi vendere molti pezzi di questo primo smartphone, ma forse è proprio così”.
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