È arrivata questa mattina la seconda sentenza del Tribunale dell’UE nella causa intentata da Dyson (ormai dal 2015) contro l’etichetta energetica sugli aspirapolvere.
Il Tribunale dell’UE ha dato ragione questa mattina a Dyson sull’etichetta energetica e annulla il regolamento europeo in fatto di etichettatura degli aspirapolvere con filo, introdotto in Europa nel settembre 2014. Il regolamento, elaborato dalla Commissione Europea, prevede che i test sugli aspirapolvere vengano eseguiti a contenitore vuoto senza polvere. A differenza degli apparecchi con tecnologia ciclonica, è possibile che la polvere accumulata durante l’utilizzo ostruisca gli apparecchi dotati di sacchetti e filtri, determinando spesso un calo della potenza di aspirazione.
Secondo Dyson, i test di laboratorio per l’etichetta energetica non sono rappresentativi del reale utilizzo del prodotto. Inoltre l’etichetta UE ha discriminato una specifica tecnologia, il ciclone brevettato Dyson (secondo l’azienda inglese).
“Con questa storica sentenza, la corte stabilisce che l’etichettatura energetica dell’aspirapolvere è annullata. La Commissione deve di conseguenza creare un’etichetta coerente con la sentenza del tribunale: questo potrebbe richiedere l’uso di test con aspirapolvere a pieno carico”, si legge nella nota ufficiale inviata da Dyson.
In ogni caso, l’etichetta rimarrà in vigore per un minimo di due mesi e dieci giorni, periodo durante il quale la Commissione Europea potrebbe decidere di ricorrere in appello. Se così fosse, la sentenza sarebbe sospesa fino a quando l’appello non viene formalizzato (e l’etichetta rimarrebbe in vigore fino alla formalizzazione dell’appello).
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