Downtrade: come lo store perde valore con un errato posizionamento a scaffale

Il 20% dei consumatori esce dallo store avendo speso meno di quel che era disposta a fare
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Secondo i dati di NielsenIQ La metà dei prodotti presentati a scaffale si colloca nella fascia bassa di prezzo mentre ai prodotti di fascia alta è riservato il 14% dello spazio. Eppure quel 14% genera il 29% dei ricavi alla cassa (e probabilmente una quota ancora superiore del margine). Lo rivela Italia Oggi in un articolo basato sulla conversazione con Cletio Nhassavele di Nielsen Iq Italia secondo il quale occorrerebbe ripensare la composizione dello scaffale, riducendo quello dedicato ai prodotti di primo prezzo e impegnandosi invece a far percepire meglio al consumatore finale il valore aggiunto e il grado di innovazione degli altri prodotti.

Il 20% dei clienti esce dal punto vendita avendo speso meno di quel che era pronta a fare. Nel 2022 erano solo il 16%. Soddisfazione del consumatore certo ma perdita di business per il retailer (e per il brand). Una sorta di down-trade generalizzato che è creato anche da una strategia di posizionamento a scaffale nella quale lo store mira più a presentarsi come ‘conveniente’ e a non perdere la vendita che non a creare margine.

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