«Non bisogna seguire presunte dottrine. Nel nostro settore i tre quarti del prodotti provengono dalla Cina. Anche per noi, almeno in parte, è un passaggio obbligato: bollitori, tostapane o caffettiere a filtro non possono più essere fabbricate in Europa. Ma l’innovazione, quella sì». A parlare è Thierry de la Tour, 55 anni, da 10 alla guida di Groupe Seb, che a Il Sole 24 Ore di oggi, spiega l’importanza della produzione made in Europe: “In controtendenza rispetto ai produttori americani e ai concorrenti europei, che hanno delocalizzato tutto in Asia, noi fabbrichiamo ancora il 40% in Francia e un 5% in Europa, in particolare Germania e Italia”. Se prendiamo in considerazione la friggitrice Tefal Actifry, in grado di cuocere praticamente senza olio, “questo apparecchio costa 200 euro, contro i 50 di una normale friggitrice. Ma lo scorso anno siamo riusciti a venderne più di 900mila pezzi” continua de la Tour. “Nei mercati maturi i consumatori hanno già tutto. Solo con prodotti che rappresentino davvero una novità possiamo convincerli a comprare ancora. E qui il made in Europe ha ancora una sua chance”. La Cina, sempre secondo quanto pubblicato dal quotidiano, rappresenta ormai l’8% del fatturato mondiale del gruppo. Che proprio in Cina nel 2007 ha acquistato la Supor, marchio numero uno del settore: “L’obiettivo non è delocalizzare, ma affondare le nostre radici in questo mercato. Stiamo progressivamente spostando la nostra produzione all’interno di Supor, che è un vantaggio per la produzione della qualità”. Ma niente paura: “il made in Europe resta una priorità”. © RIPRODUZIONE RISERVATA In caso di citazione si prega di citare e linkare uptradebiz.it