Crollano (-7%) le spedizioni di PC in USA nel I trimestre: è il calo più marcato da 3 anni

HP (-21,6%) consegna la leadership del mercato a Dell (25%), che cresce dell'1,1%, mentre Lenovo sale del 1,2% raggiungendo il 20% del mercato. Apple limita la flessione all'1,6%

Il mercato statunitense dei PC torna a rallentare. Secondo l’ultima analisi di Omdia, nel primo trimestre del 2026 le spedizioni di computer (tablet esclusi) sono scese del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, fermandosi a 15,8 milioni di unità. Si tratta della contrazione più marcata dal terzo trimestre del 2023, dovuta alla combinazione di problemi nella catena di fornitura, aumento dei costi dei componenti e raffreddamento della domanda dopo il ciclo di aggiornamento a Windows 11.

La disponibilità limitata di memorie DRAM e NAND, sempre più destinate ai server per applicazioni di intelligenza artificiale, ha provocato un forte incremento dei prezzi di memoria e archiviazione, comprimendo i margini dei produttori, soprattutto nella fascia entry-level. Le spedizioni di PC con prezzo inferiore ai 500 dollari sono così diminuite del 18,7% su base annua. Omdia prevede che le difficoltà proseguiranno per tutto il 2026, con un calo complessivo del mercato statunitense stimato al 14,4% rispetto al 2025.

La domanda delle aziende si è dimostrata più resiliente rispetto a quella dei consumatori. Mentre il segmento consumer ha registrato una flessione del 9,5%, penalizzato dall’aumento dei prezzi e dall’incertezza economica, le vendite alle imprese sono diminuite solo del 5%, sostenute dagli ultimi rinnovi dei PC legati a Windows 11 e dagli acquisti anticipati per evitare ulteriori rincari. Anche il confronto con il primo trimestre del 2025 risulta influenzato dalle spedizioni eccezionalmente elevate registrate allora per effetto delle tensioni sui dazi.

Situazione difficile anche per scuola e pubblica amministrazione. Sebbene il settore education abbia limitato il calo al 6,2%, mostrando segnali di stabilizzazione rispetto ai trimestri precedenti, l’aumento dei prezzi dei dispositivi di fascia bassa rischia di frenare ulteriormente gli acquisti. Anche gli enti pubblici stanno riducendo gli ordini a causa dei vincoli di bilancio, e una ripresa significativa non è attesa prima del 2027.

Parallelamente cresce il peso dei PC predisposti per l’intelligenza artificiale. Nel primo trimestre questi modelli hanno rappresentato il 44% delle spedizioni complessive, contribuendo all’aumento del prezzo medio di vendita, cresciuto del 4% su base annua. Omdia prevede però un’accelerazione nei prossimi trimestri, con incrementi superiori al 12%, sostenuti sia dalle tensioni sull’offerta sia dalla crescente domanda di sistemi AI, soprattutto da parte delle grandi imprese.

Tra i produttori emergono performance molto differenziate. HP registra il calo più pesante (-21,6%) e perde la leadership del mercato statunitense. Dell conquista il primo posto con una quota del 25%, grazie a una crescita dell’1,1%, mentre Lenovo sale del 1,2% raggiungendo il 20% del mercato. Apple limita la flessione all’1,6%, mantenendo una quota del 16,9%, sostenuta dalla crescente diffusione dei MacBook nelle aziende. Più in difficoltà i marchi minori, penalizzati da una minore capacità di approvvigionamento dei componenti.

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