La crisi economica non è finita secondo più dell’80% degli italiani. Lo rileva L’Osservatorio Findomestic relativo all’impatto della crisi sulla vita degli italiani, secondo il quale solo il 14% ritiene di aver superato la metà del tunnel e un esiguo 2% se ne considera praticamente fuori. Tra i dati positivi la diminuzione della preoccupazione per il posto di lavoro e per l’indebitamento eccessivo. Cresce rispetto al 2008 la tipologia degli “austeri”, intenzionati a ridurre le spese meno necessarie, che passa dal 48% al 59%. Tra i beni a cui rinunciare nel presente e in prospettiva prevalgono viaggi e vacanze seguiti da mobili, entrambi però con un indice (su una scala da 0 a 100) in forte calo tra situazione presente e prospettiva futura (da 52 a 40 per i viaggi, da 52 a 36 per i mobili). Seguono nell’ordine tempo libero, abbigliamento, informatica domestica, aiuti in casa, elettrodomestici e telefonia/internet, tutti comunque con indici in contrazione rispetto al 2008. Riguardo al credito al consumo emerge l’esigenza di trasparenza sul Taeg e sulle spese, di assistenza durante il rimborso, di un’assicurazione per le emergenze e di affidarsi a società di comprovata serietà. Passando all’andamento dei singoli mercati tra il 2007 e il 2009, quello dei mobili segna un -7,3% con 15.721 milioni di euro, mentre quello dell’elettronica di consumo cala dell’1,8%, attestandosi su un valore di 12.489 euro. Nel dettaglio, a crescere è unicamente il settore degli elettrodomestici bruni ( +5,1%, per un valore nel 2009 di 3.927 mln di euro); il bianco scende del 3,7% (2.826 mln di euro), seguito dalla telefonia con un -4,7% (2.720 mln di euro); più contenuto il decremento dell’informatica (-1,6% con 1.399 mln di euro), mentre il ped scende del 5,2% (1.050 mln di euro) e la fotografia si contrae di un significativo 14% (567 mln di euro). Le intenzioni di acquisto tra ottobre 2009 e gennaio 2010 crescono significativamente per bianco e ped, mentre calano per gli apparecchi bruni. L’Osservatorio ha analizzato anche il comportamento del consumatore nel punto vendita di elettrodomestici, che viene scelto dall’88% in base alla convenienza dei prezzi, dal 79% per la gamma delle marche disponibili, dal 75% per le promozioni e gli sconti e dal 73% per la competenza del personale. La frequenza media delle visite è di 1,6 volte al mese. La tipologia prevalente (41%) è quella dei “comparatori”, uomini tra i 35 e i 44 anni che si recano nel negozio per confrontare modelli, prezzi e finanziamenti. “Prendendo come riferimento il mercato CE”, ha commentato in un comunicato Aires, “l’associazione ritiene interessante evidenziare che solo il 30% dei consumatori dichiara di voler rinunciare all’informatica domestica, il 24% agli elettrodomestici, il 16% a internet e telefonia con recuperi di circa 10 punti rispetto a quanto registrato dall’inizio della crisi. Ci auguriamo che questa variazione nella mappa dei consumi apra nuovi orizzonti di sviluppo per il mercato CE che consentano un auspicabile anche se parziale recupero”. © RIPRODUZIONE RISERVATA In caso di citazione si prega di citare e linkare uptradebiz.it