Secondo Counterpoint quello che si è avviato sarà l’anno peggiore della storia per le vendite di smartphone. Gli analisti prevedono che l’aumento dei prezzi dei microprocessori insieme a problemi di disponibilità porterà a una contrazione in volume del 12,4% nel 2026. Per chi opera nella fascia bassa del merato la contrazione sarà più severa e si estenderà al 2027. Nell’anno in corso si venderanno solo 1,1 miliardi di smartphone, come nel 2013.
Il dato contrasta con il buon andamento segnato nell’ultimo trimestre del 2025: +3,8% I prezzi dei chip di memoria secondo Counterpoint nel prossimo trimestre costeranno tre volte di più rispetto alla primavera 2025 e non sarà nemmeno facile procurarseli. Samsung, Hynix e gli altri manufacturer stanno lavorando per potenziare la produzione “ma ci vorranno molti trimestri, almeno fino al secondo trimestre del prossimo anno” per riportare l’offerta ai livelli della domanda, nota l’analista Yang Wang anche perché i pochi produttori di chip preferiscono concentrare gli investimenti sui microprocessori logici e sui chip di memoria ad altissime prestazioni richiesti per le server farm che alimentano la AI, molto più remunerative a parità di investimento. I due leader sono anche in grado di riportare pienamente i maggiori costi sui prezzi di vendita dei loro prodotti flagship. Counterpoint si attende anche una netta crescita del mercato second hand.
I produttori di smartphone rispondono ritardando i nuovi lanci, riducendo le specifiche dei modelli e riducendo il portafoglio di prodotti. Il calo delle vendite sarà più marcato nella fascia bassa: il segmento con prezzi di vendita al pubblico inferiori al 200 euro calerà del 20% mentre la fascia alta vedrà un impatto minore in termini di volume. Apple e Samsung dovrebbero reggere meglio degli altri: Samsung è anche il maggior produttore di chip di memoria mentre Apple, pur non producendone, è il principale cliente di diversi chip manufacturer.
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