Chiude lo stabilimento di Omegna di Bialetti Industrie

“Il perdurare della crisi congiunturale del mercato di riferimento e la crescita dei produttori dei Paesi low- cost, che hanno comportato un sensibile calo dei volumi del business delle caffettiere (-26% nell’ultimo biennio), hanno reso il modello produttivo utilizzato da Bialetti in passato per le caffettiere non più competitivo, né sostenibile, a causa dell’alta incidenza dei costi fissi e indiretti”. È così che Bialetti Industrie ha motivato, in una nota ufficiale, la scelta di chiudere lo stabilimento di Omegna, dedicato alla produzione di moke. L’intervento di razionalizzazione dell’assetto industriale del gruppo segue quelli già realizzati nel 2009, identificabili nella chiusura dello stabilimento della controllata indiana Triveni Bialetti (impegnata anch’essa nel mercato delle caffetteriere) e l’ottimizzazione della struttura della controllata CEM Bialetti (società attiva nella produzione e commercializzazione di strumenti da cottura in alluminio antiaderente). “La Società ha deciso di puntare su un modello produttivo differente che, pur assicurando maggiore competitività al prodotto ne salvaguardi la qualità, il design e le specificità di know how italiano. Si tratta di un modello di business integrato, Italia – estero, che consente di mantenere nel territorio del Verbano-Cusio-Ossola alcune parti ad alto valore aggiunto del processo produttivo, attraverso fornitori strategici che già da tempo collaborano con la società. La fase di Ricerca e Sviluppo, che garantisce l’innovazione, lo studio del design e la definizione degli standard di qualità resteranno in capo a Bialetti e saranno centralizzati presso lo stabilimento di Coccaglio (BS)”.Bialetti Industrie ha avviato una procedura di mobilità per chiusura del sito, che coinvolgerà circa 120 lavoratori tra impiegati e operai.
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