Chi c’è in casa? Il business della Videosorveglianza domestica

Le ultime tendenze vedono una crescente richiesta di soluzioni integrate con la domotica domestica.

Questo articolo è uscito sul numero di Dicembre di Uptrade

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Negli ultimi anni, il mercato dei sistemi di videosorveglianza domestici ha conosciuto una crescita significativa, trainata da una crescente attenzione verso la sicurezza personale e familiare. In un contesto sociale in continua evoluzione, dove la percezione del rischio e il desiderio di proteggere i propri beni sono aumentati, sempre più consumatori scelgono soluzioni di videosorveglianza acquistabili direttamente nei negozi e installabili in autonomia. Questa tendenza rappresenta per i retailer e la grande distribuzione organizzata una concreta opportunità di business e di fidelizzazione della clientela. 

 

Un mercato sempre più accessibile e in evoluzione 

I sistemi di videosorveglianza fai-da-te sono progettati per essere facilmente installabili dall’utente finale, senza la necessità di intervento di tecnici specializzati. Questa semplicità, unita a prezzi sempre più competitivi e a una vasta gamma di prodotti disponibili sugli scaffali, ha reso la videosorveglianza domestica accessibile a un pubblico più ampio e trasversale. Oggi il cliente può scegliere tra telecamere Wi-Fi, kit modulari, sistemi integrati con sensori, dispositivi smart compatibili con app e assistenti vocali, rispondendo alle diverse esigenze abitative e di budget. 

 

Tendenze di acquisto e motivazioni dei clienti 

Le motivazioni che spingono all’acquisto di questi sistemi sono molteplici: protezione della casa da furti e intrusioni, monitoraggio di bambini, anziani o animali domestici, controllo a distanza della proprietà durante le vacanze o la giornata lavorativa. La possibilità di gestire tutto tramite smartphone, ricevere notifiche in tempo reale e accedere alle immagini live (o registrate) ovunque ci si trovi, rappresenta un valore aggiunto molto apprezzato dagli utenti. 

Le ultime tendenze vedono una crescente richiesta di soluzioni integrate con la domotica domestica. Telecamere che dialogano con sensori di movimento, sirene, luci smart e persino con assistenti vocali come Alexa o Google Assistant stanno trovando spazio nelle offerte dei produttori, trasformando la sicurezza in un’esperienza personalizzata. 

Un’opportunità da non perdere  

Per i punti vendita, la videosorveglianza domestica rappresenta un segmento merceologico ad alto valore aggiunto. L’ampiezza dell’offerta permette di soddisfare sia la clientela più attenta al prezzo, sia quella più esigente e tecnologica, grazie a brand affermati e a prodotti all’avanguardia. Il personale di vendita può giocare un ruolo chiave nell’orientare il cliente, offrendo consigli personalizzati e illustrando le funzionalità dei diversi sistemi, fino a suggerire eventuali servizi di affiancamento nell’installazione e nella gestione, specialmente per i clienti meno avvezzi alla tecnologia. 

Inoltre, la vendita di questi prodotti favorisce il cross-selling con accessori e dispositivi complementari, come schede di memoria, supporti di fissaggio, prolunghe e batterie di ricambio. Le promozioni e le esposizioni dedicate, magari con dimostrazioni pratiche in store, possono incrementare l’interesse e le vendite, rafforzando la posizione del negozio come punto di riferimento per la sicurezza domestica. 

 Un mercato florido che inizia a mostrare segni di saturazione 

Nel periodo gennaio-settembre 2025, il mercato italiano delle videocamere di sorveglianza domestiche mostra alcune dinamiche interessanti. Il segmento ‘Internal’, ovvero le telecamere pensate per un utilizzo all’interno delle abitazioni, registra una leggera flessione sia nella quota di fatturato (-0,87%) sia nella quota a volume (-2,19 punti), accompagnata da una diminuzione del prezzo medio da 30,37 a 26,24 euro (-4,13 euro). Al contrario, il segmento ‘External’, ovvero i prodotti pensati per proteggere i confini della proprietà, evidenzia una crescita sia della quota di fatturato (+0,86 punti), sia della quota a volume (+2,18 punti), anche se il prezzo medio scende da 64,05 a 52,13 euro (-11,92 euro).  

 

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