Ceced: chiesta ai Governi una politica di incentivi

Poiché la Commissione Europea ha posto come traguardo energetico-ambientale una riduzione delle emissioni di Co2 del 20% entro il 2020 e un parallelo aumento del 20% dell’efficienza energetica degli apparecchi, ieri il consiglio direttivo di Ceced, l’associazione europea dei produttori di elettrodomestici, ha annunciato che non rinnoverà gli accordi volontari, in vigore da dieci anni, destinati a implementare l’efficienza energetica dei prodotti. Questa è la posizione dell’Associazione a meno che i Governi non si impegnino a varare una politica di incentivi che incoraggi la rapida sostituzione degli apparecchi obsoleti con altri ad alta efficienza. Nell’ultima decade l’industria ha investito oltre 10 miliardi di euro per migliorare le performance dei prodotti e secondo le stime la sostituzione degli elettrodomestici con oltre dieci anni di vita ancora presenti sul mercato (circa 188 milioni di apparecchi) porterebbe a un risparmio delle emissioni di Co pari a 22 milioni di tonnellate annue. “Ne ricaverebbero un vantaggio tutti” ha dichiarato in un comunicato ufficiale Magnus Yngen, Ceo del gruppo Electrolux e presidente di Ceced: “il risultato sarebbe infatti una diminuzione delle emissioni di gas a effetto serra, i consumatori, inoltre, vedrebbero calare i costi di bolletta elettrica e i Governi potrebbero mantenere più facilmente gli impegni di Kyoto”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
In caso di citazione si prega di citare e linkare uptradebiz.it