C’è (im)posta per te: da luglio scatta la tassa sui ‘pacchetti’ in arrivo dall’Asia

Tutti gli invii provenienti da Paesi extra UE di valore inferiore a 150 euro saranno soggetti a una tassa di 3 euro
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Dal 1° luglio tutti gli invii provenienti da Paesi extra UE di valore inferiore a 150 euro saranno soggetti a una tassa di 3 euro. In Italia a questa potrebbe aggiungersi (non è ancora sicuro se la norma approvata verrà mesa in esecuzione) una ulteriore imposta di 2 euro.

Termina infatti il regime di esenzione doganale per i pacchi di basso valore che ha consentito ad aziende prevalentemente cinesi di inondare l’Europa con milioni di spedizioni inviate direttamente ai clienti finali. Per il 2024 parliamo di 4,6 miliardi di piccoli pacchi per il 91% inviati dalla Cina.

Il nuovo dazio si applica non a ogni pacco ma a ogni categoria di prodotti presenti in un pacco. Su un plico che contiene un caricatore del cellulare e un costume da bagno quindi l’aggravio sarà doppio: 6 euro nella UE e potenzialmente di 10 euro in Italia.

L’obiettivo non è tanto fare cassa (anche se il governo italiano conta di incamerare 20 milioni al mese dalla ‘sua’ imposta) quanto ridurre il vantaggio degli esportatori cinesi i quali non devono pagare nessuna imposta o contributo in Europa né contribuire in alcun modo alla sua economia creando un ‘terreno di gioco’ più equo nella concorrenza con gli e-commerce europei.

La UE investirà parte delle entrate nel rafforzamento dei controlli sulle merci in entrata. È allo studio l’istituzione di una Agenzia europea delle dogane attrezzata per analizzare la compliance delle merci in arrivo alle diverse normative europee di salvaguardia del consumatore.

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