Bsa: il 30% dei responsabili delle aziende non conosce le pene per l’utilizzo di software piratato

I dati emersi dalla ricerca sulla pirateria informatica condotta dal gruppo Ashdown e commissionata da Business Software Alliance (BSA) su un campione di oltre 2.000 piccole e medie imprese (PMI), situate in Europa occidentale, indicano un elevato permissivismo da parte degli amministratori nei confronti della pirateria software e dei sistemi di gestione.Dallo studio emerge che il 30% dei responsabili IT delle aziende italiane non conosce le pene previste per l’utilizzo di programmi software duplicati illegalmente. Un altro 47% ritiene che tale reato comporti esclusivamente pene amministrative. Paolo Ardemagni, Presidente di BSA Italia ha evidenziato la diversità italiana dal contesto europeo: “La ricerca odierna è partita dalla necessità di indagare le ragioni che collocano il nostro Paese ai vertici della classifica europea delle Nazioni a più alto tasso di pirateria informatica. Il motivo principale è risultato essere quello culturale”. Inoltre, dalla ricerca risulta che il 47% delle aziende utilizza programmi scaricati dalla Rete e oltre la metà degli intervistati è consapevole che molti siti web commercializzano programmi software illegali. In Italia il 63% delle aziende considera la pirateria un vero reato, ma il 32% degli intervistati ritiene che il prezzo troppo elevato dei programmi riduca la gravità della pirateria informatica.“BSA porta avanti programmi in tutta Europa, studiati specificamente per educare le piccole e medie imprese e fare in modo che comprendano l’importanza di stabilire linee di condotta e revisioni in materia di software. Stiamo inoltre dialogando con l’UE e con alcuni governi europei per aiutarli a sviluppare politiche in grado di proteggere le aziende e i consumatori da chi pratica la pirateria sul software”, ha affermato Beth Scott, Vicepresidente di BSA Europa.

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