Brandt: ancora incertezza sul futuro delle fabbriche italiane

Dopo la risoluzione dell’affaire Brandt con l’acquisizione avvenuta ieri del gruppo francese da parte dell’israeliana Elco, associata alla spagnola Fagor, si apre ora il problema delle fabbriche di Verolanuova e di La Spezia. I due siti produttivi infatti, benché responsabili della produzione di frigoriferi e freezer e di lavabiancheria per la filiale italiana non sono di proprietà della società, titolare solo dei marchi Ocean e SanGiorgio e in amministrazione controllata dallo scorso 27 settembre. In merito all’acquisizione da parte di Elco, il segretario della Fiom Osvaldo Squassina ha dichiarato che “questa è la meno gravosa sul piano delle conseguenze sociali poiché Elco è una società finanziaria il cui unico attuale interesse nel settore è rappresentato da una joint-venture con la spagnola Fagor che, dal punto di vista industriale, non presenta le stesse sovrapposizioni produttive con Brandt e Ocean che caratterizzano gli altri concorrenti. Per quanto riguarda il futuro delle fabbriche italiane, la Fiom ha auspicato un intervento del Governo per organizzare un incontro con il gruppo israeliano e le organizzazioni sindacali territoriali nazionali “per assicurare la continuazione del rapporto di fornitura dei prodotti Ocean alla rete commerciale Brandt”. L’obiettivo è evitare rischi per i 1.300 dipendenti impegnati negli stabilimenti lombardi e liguri. Va segnalato che ieri Luigi Nocivelli ha dato le dimissioni da Consiglio di amministrazione di Ocean. Inoltre si parla della creazione di una cordata da parte di un gruppo di fornitori per acquisire la fabbrica di Verolanuova.

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