Passato il giro di boa dell’estate, l’home video si prepara ai mesi conclusivi dell’anno. Con Roberto Guerrazzi, presidente Univideo facciamo il punto su alcune questioni attuali, partendo dai dati.
Durante la presentazione del rapporto Gfk-Univideo abbiamo constatato, nel 1° quadrimestre, l’attenuazione del trend negativo e un incremento di Blu-ray venduti. Il trend è confermato anche nel 2° quadrimestre ?
“Si, dai primi dati in nostro possesso la flessione del fatturato complessivo del periodo gennaio-agosto 2014, rispetto allo stesso periodo del 2013, si mantiene sul 5% circa e le vendite di Blu ray risultano in aumento di oltre il 10%. Particolarmente positivi, rispetto allo scorso anno, i mesi di luglio e agosto che hanno registrato un aumento, sia in termini di fatturato sia in termini di unità vendute”.
Avete anche annunciato un’iniziativa per il riconoscimento di “targhe” a titoli che hanno raggiunto determinati livelli di vendita …
“Il lancio dell’ “Home Video Award” è ormai vicino. Pensiamo di consegnare i primi Gold, Platinum e Diamond Awards entro la metà di ottobre. Speriamo che l’iniziativa possa contribuire ad aumentare la visibilità del nostro settore presso il pubblico, e diventare uno strumento di promozione per il trade”.
Argomento antipirateria: come si sta sviluppando la collaborazione con Agcom?
“Come noto il Regolamento entrato in vigore il 31 marzo prevede l’istituzione di un Comitato (composto dai rappresentanti delle categorie di consumatori, autori, produttori, fornitori di servizi media, ecc.) per individuare eventuali criticità e promuovere interventi per la promozione e la tutela dell’offerta legale in Rete. Univideo, rappresentata dal sottoscritto, partecipa attivamente alle riunioni del Comitato da giugno ed è ancora in una fase di monitoraggio. Fapav, oltre a far parte anch’essa del Comitato, rappresentata da Federico Bagnoli Rossi, collabora strettamente su base continuativa con Agcom nella raccolta e controllo delle molte “segnalazioni”, anche dei membri di Univideo, riguardanti la diffusione non autorizzata di opere audiovisive on-line”.
É recente la polemica per un articolo di Repubblica.it che sosteneva – come è spesso accade su media generalisti – che la pirateria in qualche modo abbia addirittura aiutato il cinema. Qual è la posizione di Univideo?
“Ho scritto una lettera al direttore di Repubblica.it contestando prima di tutto il “metodo” col quale sono stati raccolti frammenti di ricerche e di interviste per costruire artatamente un’“inchiesta” con pretesa di “verità”, ma che a mio avviso è parziale e strumentale. Ciò non solo riguardo all’affermazione del titolo “I pirati che hanno salvato il cinema” ma anche riguardo ad altri argomenti toccati dall’inchiesta. Spero che vogliano, come ho chiesto, riprendere l’argomento da un’altra ottica e con un minimo di contraddittorio con le varie componenti della catena distributiva del cinema e con chi, come Fapav, è ampiamente documentato. In merito alla specifica domanda, ritengo che quel minimo di effetto promozionale sull’uscita in sala che la diffusione illegale potrebbe avere su una parte di internauti sia largamente inferiore all’effetto negativo e, non a caso, anche le associazioni dell’esercizio si sono finalmente schierate contro la pirateria. E la crescita del box office mondiale, che beneficia del boom economico e della crescita dell’offerta cinematografica di Paesi come Cina e Russia, non può essere presa come prova contraria. Ma va considerato che la sala è solo una parte della catena di valore dell’opera audiovisiva. Come Univideo ci sentiamo di affermare con forza che la diffusione massiva illegale di opere protette danneggia gravemente, non solo il mercato dei supporti, ma soprattutto il mercato dell’offerta legale online – EST e Vod – che si trova a “competere” con una offerta gratuita sullo stesso media”.
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