Haier: “In un mercato flat continueremo a investire in innovazione”

Sul numero di dicembre di Uptrade è apparsa l'intervista a Sabrina Zara, Commercial Director Retail di Haier Group Italia
Sabrina Zara, Commercial Director Retail di Haier Group Italia

Questo articolo è uscito sul numero di Dicembre di Uptrade

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Riportiamo l’intervista a Sabrina Zara, Commercial Director Retail di Haier Group Italia nell’ambito dell’inchiesta ‘Bilanci, progetti e visioni per il 2026’ pubblicata sul numero di Dicembre di Uptrade.

Come valuta l’andamento del 2025 per la sua azienda e, più in generale, per il canale Eldom? Quali sono stati i principali fattori che hanno influenzato la performance commerciale e quali risultati si attende per la chiusura d’anno?

Il 2025 è stato un anno complesso: è iniziato con segnali positivi, ma è stato presto condizionato da dinamiche che hanno reso il contesto particolarmente sfidante. Il mercato ha evidenziato una certa volatilità, con una pressione crescente sulle promozioni e una riduzione del valore medio del prezzo di vendita, a fronte di una crescita del fatturato in Sales Units superiore a quella in Sales Value. A questo si è aggiunto l’andamento negativo di segmenti stagionali come refrigerazione e asciugatura, che ha generato preoccupazione sia nel retail sia nell’industria.
In questo scenario, la capacità di continuare a proporre innovazioni concrete e di valore per il consumatore si è confermata, per Haier Group, decisiva. Abbiamo consolidato la nostra brand strategy e aumentato le quote a livello di market share, con index di crescita a doppia cifra, grazie all’introduzione di soluzioni che rispondono a esigenze reali degli acquirenti, correttamente allineate a politiche di mix pricing centrate per ogni momento dell’anno.

Quali sono le sue aspettative per il 2026, in termini di strategie aziendali e di scenario?

Ci aspettiamo un mercato sostanzialmente flat rispetto al 2025, con una dinamica più vivace nella seconda parte dell’anno rispetto al primo semestre. Continueremo a investire in innovazione tecnologica e in prodotti ad alta efficienza energetica, due leve che consideriamo fondamentali per generare valore e costruire strategie cross brand coerenti con un’offerta end-user ampia e completa. Il consumatore evolve rapidamente e la nostra politica sarà orientata a rafforzare la proposta premium e a sviluppare soluzioni smart, integrate con l’AI, capaci di semplificare la vita quotidiana senza tralasciare l’importanza del design.

Su quali leve intendete concentrare l’attenzione nel 2026?

A guidare la nostra strategia è, e sarà, l’innovazione: non solo quella tecnologica, con software avanzati dotati di AI, ma anche quella di prodotto, in cui il design sviluppato in Italia dal nostro MED – Milan Experience Design Center, guidato da Federico Ferretti –rappresenta un elemento sempre più distintivo. Per Haier, infatti, il design non è un semplice valore estetico, ma una componente integrante della funzionalità del prodotto.

A suo avviso, quali saranno le principali sfide e cambiamenti che il canale Eldom dovrà affrontare nei prossimi anni? In che misura aspetti come la marginalità, la concentrazione distributiva, l’omnicanalità, le partnership con l’industria, incideranno sulle strategie e sui business model del comparto?

Guardando agli ultimi due anni, ritengo che il canale Eldom abbia già intrapreso percorsi importanti e avviato cambiamenti significativi, sia sul fronte degli asset organizzativi sia su quello delle strategie commerciali. Si osservano investimenti in comunicazioni più innovative, nuove modalità per intercettare il consumatore con attività maggiormente coinvolgenti e una crescente attenzione ai servizi.

Sono però convinta che sia arrivato il momento di investire in una consumer journey meno tradizionale: è necessario ampliare i touchpoint e proporre offerte differenziate. È con questo spirito che, ad esempio, stiamo lanciando il modello Candy Multi Wash, l’unica lavatrice con tre oblò e tre motori diretti, che ci consente di far toccare con mano un’innovazione destinata a rivoluzionare il mercato. Il prezzo, da solo, non è più sufficiente e parlare semplicemente di omnicanalità appartiene ormai al passato.

A tutto questo aggiungo che solo partnership di valore possono generare sviluppi sostenibili e crescite reciproche in termini di business e profit, e che resta fondamentale definire con chiarezza gli obiettivi comuni. Gli action plan ne sono una conseguenza naturale, ma devono essere concepiti con un orizzonte di medio-lungo termine.

Quanto al tema della possibile concentrazione distributiva, sarà il trade stesso a determinarne l’evoluzione, in funzione delle dinamiche del mercato italiano e internazionale. Nel nostro Paese il mindset imprenditoriale nel settore è molto elevato, ma non sempre riscontro, da parte di tutti, il coraggio di anticipare i tempi.

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