Assotermica: senza bonus nel 2025 crollate le vendite di caldaie: -15%

Sono state vendute 140 mila unità in meno rispetto al 2024 a causa del venir meno delle agevolazioni
Giuseppe Lorubio, presidente di Assotermica

Nel 2025, secondo i dati diffusi da Assotermica, le vendite di caldaie sono scese del 15%: 140 mila unità in meno rispetto al 2024. L’associazione di produttori di apparecchi e componenti per impianti termici federata Anima Confindustria ha le idee chiare sulle ragioni del calo: da gennaio 2025, i Paesi UE non hanno più potuto prevedere agevolazioni fiscali per le caldaie alimentate a metano (a causa della direttiva Case green). A questo si aggiunge il venir meno o l’indebolirsi di molti altri bonus relativi agli interventi di miglioramento delle case. Lo stop a superbonus, ecobonus e bonus casa ordinario ha disincentivato i consumatori. Discorso diverso va fatto per gli ibridi (che mettono insieme pompa di calore e caldaia): questi sono ancora oggi fiscalmente agevolati, ma hanno avuto una grande spinta con il superbonus. Chiusa l’era della maxi-agevolazione, stanno subendo una contrazione evidente.

Assotermica, riferisce Il Sole 24 Ore,  parla di «una fase di incertezza strutturale che rischia di compromettere la capacità del mercato di sostenere il ricambio tecnologico degli impianti esistenti». Le imprese della filiera si trovano, così, ad affrontare «una riduzione della domanda che può avere ripercussioni dirette sulla continuità operativa e sull’occupazione».
Nel dettaglio, le caldaie murali passano da 911.899 unità vendute nel 2024 a 769.090 nel 2025, segnando una flessione del 15,7%. La dinamica negativa si estende anche alle caldaie a basamento, che scendono da 8.342 a 6.340 unità (-24%), alle caldaie soffiate, in calo da 4.252 a 3.626 unità (-14,7%) e agli scaldacqua a gas, in calo da 310.021 a 291.084 unità (-7,5%).

Non va meglio sul fronte dei generatori che integrano energie rinnovabili, con gli apparecchi ibridi (pompa di calore+caldaia, controllati da una centralina unica) che frenano ulteriormente, da 9.856 a 9.040 unità (-5%), così come gli scaldacqua in pompa di calore, che scendono da 23.516 a 22.916 pezzi (-7,5%). In controtendenza si collocano solo i bruciatori, che registrano un incremento da 23.539 a 25.581 unità (+8,7%).

Il presidente di Assotermica, Giuseppe Lorubio commenta così: «In un contesto come quello attuale è fondamentale che le istituzioni prestino la massima attenzione a un comparto che riveste un ruolo centrale nel percorso di efficientamento energetico del Paese. I dati mostrano chiaramente un rallentamento nel rinnovo degli impianti, proprio mentre sarebbe necessario accelerare la sostituzione delle tecnologie obsolete con soluzioni più efficienti».

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