Assoclima pubblica dati incoraggianti: nel 2025 vendite +8,5% a quasi 3 miliardi

La produzione nazionale è aumentata del 6,4% a 1,28 miliardi di euro
|Maurizio Marchesini, presidente di Assoclima

Assoclima ha presentato alla Mostra Convegno Expocomfort, i dati 2025  relativi al mercato italiano dei componenti per i sistemi di climatizzazione.
Nel 2025 il fatturato Italia ha raggiunto i 2.921 milioni di euro, in aumento dell’8,5% rispetto all’anno precedente a parità di panel, mentre la produzione nazionale si è attestata a 1.279 milioni di euro (+6,4%). Aumentata anche la base statistica, con 50 aziende partecipanti alla rilevazione.

A sostenere l’incremento del fatturato Italia è soprattutto il comparto dell’espansione diretta, dove si registrano dati positivi sia a volume che a valore per tutte le categorie di prodotto: +16% e +12% per i climatizzatori monosplit, +15% e +13% per i multisplit, +12% e +10% per i sistemi VRF, confermando un trend positivo ormai consolidato.

Alla base di questa dinamica ci sono diversi fattori: una crescente consapevolezza da parte degli utenti sull’efficienza energetica delle pompe di calore elettriche e quindi un utilizzo sempre più diffuso dei climatizzatori split anche per il riscaldamento; un importante parco macchine installato e un altrettanto rilevante mercato di sostituzione che genera numeri importanti; il progressivo aumento delle temperature estive che spinge la domanda di raffrescamento. A ciò si aggiungono elementi di contesto come l’incertezza sui prezzi del gas e le campagne di sensibilizzazione su decarbonizzazione ed elettrificazione dei consumi termici.

Il dato complessivo delle pompe di calore aria-acqua e dei chiller condensati ad aria risulta sostanzialmente stabile (-0,4% a valore). Tuttavia, l’analisi per fasce di potenza evidenzia andamenti differenziati: crescono in modo significativo le pompe di calore con potenze tra 18 e 50 kW (+11,6% a volume e +10,8% a valore) e quelle di grossa taglia oltre i 500 kW, trainate anche dagli interventi legati al PNRR, in particolare nei segmenti del terziario e delle grandi infrastrutture. Permane una lieve contrazione nelle taglie più piccole destinate al residenziale (-4,4% a volume e -4,5% a valore per le potenze inferiori a 10 kW e -3,1% a volume e -5,4% a valore per la fascia 11-17 kW), dati che lasciano comunque intravedere un possibile recupero nel breve periodo.

Per quanto riguarda le pompe di calore acqua-acqua e i chiller condensati ad acqua, il comparto evidenzia un andamento complessivamente positivo (+2,9% a valore), seppur su volumi più contenuti rispetto alla condensazione ad aria. In particolare, le pompe di calore acqua-acqua mostrano segnali di crescita nelle fasce di potenza fino a 10 kW (+31% a volume e +41% a valore) e in quelle comprese tra 18 e 100 kW, mentre si registrano dinamiche più variabili per le altre taglie, con alcune contrazioni nella fascia da 101 a 500 kW e una ripresa nelle potenze più elevate.

Percentuali positive per tutte le altre categorie merceologiche esaminate da Assoclima: +7% a volume e +23% a valore per le unità di trattamento aria, +3% a volume e +7% a valore per i rooftop, +3% a volume e +6% a valore per le unità terminali (fancoil standard con e senza mantello, canalizzabili, cassette e hi-wall). Risultati positivi anche per la ventilazione meccanica residenziale (+2% a volume e +6% a valore), per i climatizzatori trasferibili e monoblocco (+13% a volume e +10% a valore) e per i condizionatori close control (+2% a volume e +15% a valore).

“I dati di mercato confermano l’importanza del settore HVAC ed evidenziano come le pompe di calore siano una tecnologia già oggi affermata, ma con ancora moltissime potenzialità da esprimere. Come Associazione stiamo ponendo sempre più l’attenzione sul tema della competitività della nostra industria, fortemente radicata in Europa, e su come ridurre la dipendenza energetica del nostro Paese e affrontare una situazione geopolitica ed economica preoccupante, ha dichiarato il Presidente di Assoclima, Maurizio Marchesini.

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