Il gioiello di casa Apple, l’iPhone, che secondo l’azienda per la fine del 2008 dovrebbe raggiungere 10 milioni di unità vendute, sta generando perdite negli introiti rispetto alle previsioni. Il motivo è da ricercare, secondo gli analisti di settore, nel fatto che circa 1,7 milioni di iPhone mancano all’appello, anche se non si tratta di furto, ma è la conseguenza di attivazioni irregolari e giacenze di scaffale. Ovvero, secondo i dati di At&T, l’operatore americano che vende in esclusiva i telefoni per Apple, sono circa 2 milioni gli iPhone attivati su circa 3,7 milioni venduti negli ultimi mesi. Secondo le stime degli analisti di Bernstein, Rbc Capital e Piper Jaffray, fra i 650 mila e il milione di apparecchi, quindi circa il 25-30% del totale venduto, sarebbero stati sbloccati e funzionanti quindi con operatori diversi da quelli con cui Apple ha accordi di esclusiva commerciale. La conseguenza di questa situazione è una perdita di entrate per Apple visto che At&T vincola gli acquirenti di iPhone a un contratto di dodici mesi da cui l’azienda di Cupertino percepisce circa 10 dollari al mese. A questo bisogna aggiungere che secondo le stime circa 700 mila apparecchi giacerebbero invenduti sugli scaffali. Se da una parte questo livello di stock, secondo gli analisti, è in linea con gli standard fissati da Apple, dall’altra lascia anche spazio per una considerazione di sovrastima della domanda da parte dell’azienda di Jobs che nella realtà si sta rivelando inferiore all’offerta.
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