Dal 1° gennaio dovrebbe essere partito il regime dei “new waste”, ossia i Raee “nuovi”. Secondo l’articolo 11 del decreto legislativo 151 del 2005, la rottamazione degli elettrodomestici introdotti sul mercato dopo il 31 dicembre 2009 (new waste) ricadrà sotto la responsabilità “individuale” di ciascun produttore. Attualmente però è già in atto una gestione collettiva dei Raee cosiddetti “storici” (elettrodomestici da rottamare posti sul mercato prima del 31 dicembre 2009) tramite i consorzi che raggruppano più produttori, come Ecodom per le aziende di grandi elettrodomestici. Proprio questo consorzio comunica che da tempo sta lavorando a una proposta di emendamento dell’articolo 11 del decreto 151, quello relativo ai new waste. Sono molti infatti, secondo il consorzio, i problemi che il regime dei Raee “nuovi” potrebbe portare. Innanzitutto occorre identificare con precisione il produttore (in Italia circolano elettrodomestici di 5 mila aziende) in modo “univoco su scala europea” con un sistema “che funzioni anche dopo anni”. Secondariamente, ogni produttore, così identificato, dopo anni dall’immissione dei suoi elettrodomestici sul mercato dovrebbe andare a cercarli e prelevarli tra altre migliaia nelle oltre 4 mila isole ecologiche presenti nel nostro Paese. Questo sistema comporterebbe un allungamento dei tempi e un aggravio di costi. Perciò Ecodom suggerisce di seguire l’esempio della maggior parte dei Paesi dell’Unione, che hanno deciso di mantenere il sistema “generazionale”, cioè quello che attualmente regola il sistema di raccolta dei Raee “storici”, “che è altresì in grado di intercettare anche i Raee immessi sul mercato da produttori ormai scomparsi”. © RIPRODUZIONE RISERVATA In caso di citazione si prega di citare e linkare uptradebiz.it