Questo articolo fa parte di una inchiesta sulla categoria TV pubblicata sul numero di Ottobre di Uptrade
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In un mercato italiano dei televisori che ha perso oltre 1,5 milioni di unità negli ultimi tre anni, Mario Ornati, Brown Goods Sales Director di Vesit, offre una prospettiva unica sul panorama competitivo nazionale. Distributore di brand storici come Telefunken, JVC, Hitachi e Toshiba, Vesit si trova a navigare in un settore ‘saturo e nevrotico’ dove le dinamiche cambiano rapidamente e le leadership consolidate vengono messe in discussione. In questa intervista esclusiva, Ornati analizza le trasformazioni del retail, l’evoluzione della domanda verso formati sempre più grandi e le strategie che permettono ai brand ‘alternativi’ di competere con i colossi del settore.
Qual è la visione strategica di Vesit per il mercato italiano dei televisori e come si differenziano i brand che distribuite (Telefunken, JVC, Hitachi, Toshiba) all’interno del vostro portafoglio?
Credo sia doveroso fare un brevissimo preambolo partendo dalla attuale situazione del mercato che ha visto perdere oltre 1,5 mln di unità negli ultimi tre anni. In un mercato ‘saturo’ e ‘nevrotico’ quale quello dei Tv, è sempre più complesso fare analisi a medio/lungo termine, viste le dinamiche estremamente veloci che lo caratterizzano, soprattutto riguardo le tendenze e le predisposizioni all’acquisto da parte del cliente finale. Vestel parte da una visione strategica che poggia in parte sull’evoluzione delle tecnologie dei pannelli, che seguono di pari passo la domanda crescente di formati sempre più grandi e dove luminosità e contrasti devono esser adeguati. Per altro verso, invece, conferma le proprie strategie di brand attuali, dove ognuno ha una propria fisionomia e logica di appartenenza a un dato segmento di mercato. Dunque, Telefunken rappresenta ancora oggi la nostra struttura portante e segue una logica distributiva ‘total market’, confermando una brand awareness stabile, una buona reputation e con una market share stabile soprattutto nei size minori, fino al 40 pollici. Toshiba invece ha una distribuzione prevalentemente specialistica e online, è un brand con una reputazione diversa, più tecnologica e che ci permette di lanciare modelli con tecnologie strutturate. JVC segue nelle tipologie di gamma e di tecnologie Toshiba ma rimane dedicata in distribuzione esclusiva a una delle insegne più importanti del mercato.
Quanto contano ancora i negozi fisici e le catene di elettronica, e quanto invece sta crescendo l’online nella vostra strategia distributiva?
Da tempo si sono evidenziate delle trasformazioni all’interno del retail e, seguendo le logiche di altri mercati che normalmente cambiano prima rispetto a noi, dal 2017/2018 la distribuzione online ha strutturato una propria fisionomia e capacità di sviluppare valore in modo importante, soprattutto dopo la pandemia del 2020. Tuttavia, un po’ per fasi cicliche di questi fenomeni, un po’ per tipicità del nostro utente finale molto diverso da un inglese o tedesco, il negozio fisico si conferma a tutt’oggi la parte dominante del nostro mercato, rappresentando nel mondo del TV ancora oltre l’80% delle unità vendute. Quindi anche noi abbiamo seguito il trend, a partire da cica 4 anni fa, e oggi rispecchiamo in buona parte la realtà in cui ci muoviamo, con un’attenzione dominante verso il fisico ma con attenzioni speciali e crescenti nel mondo web.
In un settore dominato da colossi come Samsung, LG e Sony, quale ruolo vuole giocare Vesit in termini di prezzo, qualità e innovazione?
Il mondo del TV è estremamente cambiato negli ultimi 6 anni e ha visto alternarsi e crescere players diversi al suo interno. Le leadership di ieri non per forza sono quelle di oggi, che probabilmente non saranno le stesse tra 5 anni. Quindi non mi fermerei ad analizzare quanto dominano oggi alcuni brand, ma piuttosto quanto hanno ancora da immettere in termini di tecnologie e capacità di investimento altri attori estremamente strutturati e con capacità di crescita importanti. Vestel, che piccola certamente non è, si adatta e si conforma a tutto questo, facendo chiaramente i conti con le proprie possibilità. Quindi non sempre abbiamo una competitività continuativa, ma comunque nell’anno risulta adeguata al raggiungimento di determinati obiettivi. In termini di qualità non dobbiamo imparare da nessuno, i prodotti Vestel sono da decenni considerati di Top Quality e, come detto precedentemente, in termini di innovazione siamo comunque adeguati ai trend di mercato.
Come si sta trasformando la domanda di televisori in Italia? Cresce più l’interesse per i grandi formati, per l’alta qualità audio-video o per i modelli più accessibili?
La domanda si sta sempre più adeguando a quelle che sono le capacità di spesa del singolo. C’è il segmento dei piccoli polliciaggi, 24 e 32, che diminuisce la propria share a causa anche della diminuzione del prezzo medio e della quantità di offerta dei modelli immediatamente più grandi, come i 40/43”. Oggi nei volantini troviamo dei 43 pollici che costano come un 32 di 5 anni fa, quindi, se il cliente finale ha qualche centimetro di spazio in più, oggi vira su una dimensione media, e se vuole un tv da sala, quindi un po’ più grande, con l’aggiunta di 100 euro ha offerte continue e ovunque. I veri grandi formati oggi sono quelli superiori a un 65 pollici, con sistemi software evoluti, microchip super veloci, estetiche raffinate e pannelli con nuove tecnologie, come MiniLED o MicroLED. Qui la domanda di mercato svolta e si dirige verso un utente ancora appassionato e altospendente. Quindi il trend va certamente verso polliciaggi più grandi, ma per opportunità o capacità di spesa diverse.
Su quali innovazioni state puntando di più? Penso a tecnologie come MiniLED, OLED, QLED, 8K, oppure alle nuove piattaforme smart TV.
Entro febbraio 2026 presenteremo nuove gamme MiniLED, da utilizzare inizialmente su due dei tre brand sopra elencati, accattivanti e con interessanti posizionamenti prezzo, e a gennaio tre nuove gamme di QLED per Toshiba e JVC, distinte per estetiche e contenuti a sostituzione di quelle attuali. Tutte novità che andranno a coprire le dimensioni oggi richieste dal mercato.
Ci può anticipare quali saranno i lanci più rilevanti dei prossimi mesi in Italia e come intendete promuoverli?
Dobbiamo ancora finalizzare diverse attività, dunque non siamo in grado di dare oggi indicazioni. Saranno sicuramente lanci suddivisi per brand e per canali/clienti, onde evitare relative turbolenze.
Che tipo di servizi di assistenza offrite ai clienti in Italia e quanto è importante per voi la fidelizzazione dopo l’acquisto?
Collaborano da tempo con noi due Service Provider su territorio nazionale, con una copertura di circa 300 centri in tutta Italia che garantiscono qualità ed efficienza after sales. Fidelizzare è importante ma ricordiamoci che la prima attività di fidelizzazione nasce in fabbrica, con la qualità e la capacità di produrre e garantire un prodotto di qualità almeno medio-alta. Il resto poi lo gestiamo noi sul territorio.
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Mario Ornati, Brown Goods Sales Director di Vesit




