Questo articolo è uscito sul numero di Novembre di Uptrade
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Nel numero di novembre, Uptrade ha dedicato una inchiesta ai prodotti ricondizionati nel retail eldom
Per Unieuro hanno risposto Cesare Zotti, Integration Director Unieuro, Luca Rosetti, Service Director Unieuro, Stefano La Valle, Operations Director presso Covercare
Da una parte l’acquisizione di Covercare, tra i leader in Italia in tutti i servizi post vendita e accessori alla vendita. Dall’altra il know how di Fnac (e ancora più di Darty, considerato il retailer più avanzato in Europa nei servizi post vendita). Se a questo aggiungiamo la rete più ampia e la market share, si può ben dire che Unieuro è idealmente posizionato per divenire nei prossimi anni un leader nel prodotto elettronico di consumo ricondizionato, inserendo l’offerta in un circuito virtuoso che comprende dalla gestione del Raee fino alla riparazione per conto del cliente.
Al momento però Unieuro non vende ancora prodotti second hand: in compenso li ritira, li valuta offrendo un buono acquisto al cliente. Sicuramente il ricondizionato fa parte del progetto Beyond Everyday che caratterizza l’azione di tutto il gruppo e quindi della strategia Unieuro. Il tema a Palazzo Hercolani è così importante che ben tre interlocutori hanno risposto alle domande di UpTrade: si tratta di Cesare Zotti, Integration Director Unieuro, Luca Rosetti, Service Director Unieuro, Stefano La Valle, Operations Director presso Covercare (per le parti tecniche).
Quali prospettive di crescita ha il ricondizionato nel canale Eldom secondo voi e per quali ragioni?
Il ricondizionato è un settore con ottime prospettive di crescita. Le ragioni sono molteplici: i clienti sono sempre più attenti alle tematiche di sostenibilità (anche di natura economica) e si stanno abituando ad avere a che fare con prodotti usati in diversi momenti della loro vita. Il ricondizionato non è più solo smartphone, sebbene rimanga la categoria trainante, ma c’è sempre più interesse e richiesta anche in categorie come PC, Ped e Ged. In Europa, Paesi come Francia, Spagna e Portogallo hanno tassi di penetrazione del ricondizionato anche doppi rispetto all’Italia, e l’attesa è che ci si muova rapidamente in quella direzione.
Quando e perché Unieuro ha deciso di entrare in questo mercato?
Da oltre 10 anni siamo attivi nel ritiro dei prodotti con il nostro programma UniUpgrade, che offre ai clienti la possibilità di vendere i propri prodotti in cambio di un buono acquisto, per alcune categorie specifiche. Il prossimo anno partiremo con la vendita dei prodotti ricondizionati come naturale evoluzione del modello. Saremo così in grado di gestire l’intera catena del valore: dal ritiro, al ricondizionamento e alla rivendita di prodotti usati, fino al corretto smaltimento dei device non più riparabili, con benefici attesi sia in termini economico-finanziari sia di estensione della vita utile dei suddetti dispositivi e della circolarità delle risorse.
Quali tipologie di clienti sono (e saranno in futuro) interessate al ricondizionato?
Possiamo identificare due tipologie principali di clienti. La prima più attenta alla convenienza economica che questi prodotti offrono; la seconda più sensibile ai temi di sostenibilità, quali l’estensione della vita utile di un bene, con i conseguenti benefici in termini di circolarità e risparmio di risorse. Più in generale, il concetto di second hand si sta evolvendo: non è più una scelta dettata unicamente dal desiderio di spendere meno, ma piuttosto da un approccio di un consumatore più consapevole e smart – sebbene il termine sia talvolta abusato – che considera molteplici aspetti.
Quali sono, a vostro avviso, le esigenze e i timori dei clienti, effettivi o potenziali, di prodotti ricondizionati?
Riteniamo che il ricondizionato permetta al cliente di accedere a prodotti di fascia premium ad un prezzo più accessibile. I timori riguardano soprattutto le condizioni e la durabilità dell’articolo che stanno comprando, specialmente quando non possono toccarlo con mano. Da qui l’importanza dell’affidabilità del marchio e di una classificazione chiara della qualità del prodotto, in particolare nell’online.
Secondo voi, da qui a 2 anni, quale percentuale potrebbe raggiungere il ricondizionato?
Ad oggi non siamo ancora partiti con le vendite di ricondizionato in negozio, ma siamo sicuri che rappresenterà un business in costante crescita nei prossimi anni e che vedrà ampliare l’interesse del cliente in diverse categorie merceologiche. Partiremo con alcune categorie, tra cui smartphone, smartwatch, console, tablet e notebook. In molte nazioni europee vediamo già percentuali a doppia cifra, destinate a un’ulteriore crescita. Questo progetto si colloca in continuità con il piano strategico Beyond Everyday del Gruppo Fnac Darty, in cui il second hand rappresenta uno dei pilastri fondamentali per promuovere un consumo più sostenibile e responsabile.
Come acquisite i prodotti ricondizionati che vendete?
L’acquisizione dei prodotti avviene tramite il nostro programma UniUpgrade, che prevede l’acquisto dal cliente finale. Attualmente, questo programma è attivo per smartphone, smartwatch, console, tablet e notebook. In cambio, viene rilasciato un buono acquisto spendibile presso i punti vendita Unieuro. L’idea è di strutturare un sistema circolare che offra al cliente la possibilità di rivendere il proprio prodotto e di acquistarne uno nuovo.
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Cesare Zotti, Integration Director Unieuro 




